827. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 12 dicembre 1521

Mag.co etc. [1] La tardità della mia lettera processe da altro che dal Bugatto, come credo che hareti inteso, perché spazzai una staphetta a posta che mi fu ritenuta e rimandata de lì a dui dì. [2] Et io intendendo che tutte le staphette erano ritenute, scrissi quel'altra ad maiorem cautelam. Io farò le vostre recomandationi a Mons.re R.mo quando serà qui: holle fatte al S.r Alex.o et a m. Ag.no che sono qui meco e ve le rendono duplicate.
[3] Pregate Dio che facciamo un bon PP.: vedrete quello ch'io scrivo a Mad.a Ill.ma. Non vorrei però che ve scordastive de li mei cunti, in queste perturbationi; et desidero ancor che me scrivati de la cosa di M. P.o Ardinghello la quale in dispetto di M. Ptolomeo vorrei che succedesse ancor ch'el PP. sia morto, il che serebbe vera liberalità dello Ill.mo S.r nostro. [4] Aiutatila compar mio car.mo. Io non dirò altro se non che forsi haremo un pp. che non serà manco amorevole allo Ill.mo S.r nostro di quello che si fusse pp. Leone.
Et a voi mi rac.do.
In Roma, alli XIJ de X.bre. ||

A M. Gio. Iac.o Calandra


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. G, cc. 2-3.