825. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 12 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Il S.r Alex.o mi ha comandato per parte di V. Ex.tia, ch'io debba far intendere a quella il parer mio, de ciò che l'habbia a fare, e con che modo governarsi, correndo li tempi di quella sorte che correno.
[2] Io, S.r mio Ill.mo per dir il vero, estimo che V. Ex.tia debba da sè stessa sempre poter cognoscere li partiti megliori, e pigliarli, havendo massimamente ancor appresso lo Ill. S. Giohanni suo cio, e de gli altri servitori, che sono sempre per racordargli il meglio, et havendo in Mantua Mad.ma Ill.ma, la quale basterebbe di prudentia e di bontà a governare un stato magiore che quello di Mantua. [3] Pur poi che V. Ex.tia me lo comanda, non posso mancare, et in poche parole, dico che credo che mal si possa iudicare cosa alcuna, finché non si vede le creatione del novo pontifice. [4] Io spero ben che succeda chi si voglia quella habbia da restare Cap.no della Chiesa, e penso che a questo s'habbia da attendere, e farne ogni instantia, perché in questi tempi, credo che non possi esser il più sicuro appoggio. [5] E già V. Ex.tia è benemerita della sede apostolica, e par che de li servitij fatti, la debba meritamente aspettarne premio, e questo non si pò trattare, finché non è fatto il PP. Fra questo tempo penso, che V. Ex.tia non debba procurare cosa alcuna più, che che quello exercito stia unito e gagliardo, perché stando così, il stato suo è sicurissimo, e per esser li inimici debili poco si pò temere di loro. [6] Laudo ben che V. Ex.tia usi tutti li termini cortesi che la ha usati in sin qui con li S.ri venetiani, perché non pò se non giovare, et mostri haver a core la conservatione del stato de la chiesa da quelle bande: che son certo ch'el Collegio debba havergline obligatione.
[7] Io non estimo che sia necessario che alla guardia di Mantua V. Ex.tia faccia molto acrescimento, e che basti che la sia diligentemente avisata delli movimenti de' venetiani, in ogni loco, e massimamente nelli confini del mantuano. [8] E così di quelli che sono in Cremona, perché in un tratto sempre la potrebbe dove bisognasse rimediare. Subito poi che sia fatto il PP. si vederà ciò che si pò fare. Circa questo per hora non mi occorre altro che dire.
[9] Monsig.r R.mo de' Medici heri sera gionse molto straccho, e seco monsig.r de Sion, Cortona e Petruzzi. Io basai la mano a S. S. R.ma, la quale non senza lachryme mi racolse molto amorevolmente, e poche parole se dissero. [10] Questa mattina dopo l'officio io acompagnai el S.r Alex.o in Congregatione: il quale dopo haver data la lettera de V. Ex.tia, che fu letta dal secretario, expose l'ambasciata molto bene, condolendosi in nome di quella, et offerendo il stato e la persona, con desiderio de servire al Sacro Collegio, et aspettandone la protectione già meritata per li servitij passati. Appresso racomandò la compagnia di V. Ex.tia, el tempo del quartiero della quale era già passato di tanto.
[11] Li fu risposto molto gratiosamente, e promisso che se faria provisione del denaro, sop.a la qual cosa io ancor dissi alcune parole un poco più gagliarde dolendomi, perché dopoi che morì il PP. mai è passato giorno ch'io di questa cosa non habbia parlato almen due volte importunissimamente. Pur questa sera m'hanno fatto dire che dimani mi daranno bonissima risolutione.
[12] Io ho trovato mercatanti che hanno denari pur che si trovi modo de assicurargli. Non mancherò de sollicitare, e V. Ex.tia se lo tenga per certo.
[13] Accompagnai dipoi el S.r Alex.o a Monsig.r R.mo de' Medici, il quale gli fece molte carezze e gli disse molte amorevolissime parole di V. Ex.tia affirmando che poi che era morto PP. Leone, non si sentiva havere obligo a persona del mondo quanto a V. Ex.tia, e che era per esponere la vita per lei, non che altro. E tanto efficacemente disse molte altre cose, ch'io non lo potrei esprimere.
[14] Io sono poi hoggi andato visitando alcuni Car.li in nome di V. Ex.tia che mi avanzavano, benché ancor non ho satisfatto con tutti: tròvoli tutti senza un scrupolo al mondo, tanto inclinati al utile et honor di V. Ex.tia, quanto dir si possa.
[15] Havendo scritto in sin qui, ho ricevute le lettere di V. Ex.tia de V che sono pur venute tarde, e così comprhendo che venghino le mie. Io scrissi a V. Ex.tia della morte del PP. per una staphetta a posta, ma per esser le cose così perturbate, non fui avisato d'un ordine che era dato che tutte le staphette fossero ritenute. [16] E così la mia stette dui dì a Viterbo, e poi mi fu rimandata a Roma. Spero che alla creatione del PP. non haverò questa disgratia. Nostro S.r Dio ci conceda ch'el sia tale ch'el non ci paia haver perso niente ancor che habbiàn perso papa Leone.
[17] Laudo che V. Ex.tia, havendo sospetto, habbia mandato m. Ludovico da Fermo con la sua compagnia a Mantua: spero ben però che questi francesi haverano poca forza di far male, ancor che la voluntà gli sia. Monsig.r R.mo nostro di Mantua non è ancor gionto, né si sa il dì. Questi S.ri lo desidrano tutti.
[18] Le oppinioni del pontificato sono molto varie, pur certo è che niuno ha tanto favore a un gran pezzo, quanto Monsig.r R.mo de' Medici, e molti estimano ch'el serà PP. E se quelli che gli hanno promisso non gli mancano, non gli pò manchare il Papato. Io estimo ch'el ami V. Ex.tia cordialissimamente e se gli occorrerà modo, ch'el debba farne espresso testimonio.
[19] Qui non vi è cosa alcuna altra che a me para degna d'esser scritta a V. Ex.tia, salvo s'io non volessi dire de li astrologi, chiromanti, spiriti, che vanno dicendo a tutti li Car.li che hanno da esser PP.
[20] S'io potrò cavare questi benedetti denari, seranno remessi in Bologna.
Altro non mi occorre, se non che baso le mani de V. Ex.tia, et in bona gratia sua humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XIJ de X.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Bald. Castiglione ||

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 392-393.