808. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 4 dicembre 1521

Mag.co etc. [1] So bene che quando me scrivesti la vostra portata dal R.do M. Ag.no da Gonzaga, non pensavate già che la risposta havesse da esser tale come è stata, sì che poco me occorre che dire se non che la fortuna veramente in questo ne è stata molto contraria, perché la cosa del Ill.tre et R.do S.r Hercule era conclusa e fatta, né li bisognava altro. [2] E Mons.re R.mo de' Medicj pochi dì sono ne haveva scritto così efficacemente come sia possibile da imaginare. Bisogna mo' mutare pensiero e pregar Dio che rimedi a quelli disordinj che sono iminenti.
[3] Non so se ne le mie lettere a mad.ma Ill.ma habbia scritto che Nostro S.re sia morto de veneno: certo è che li medicj havendolo fatto sparrare sono resoluti de sì. Hoggi il Marchese Bernabò suo favoritis.mo Camoriere è stato preso. Hassi qualche suspicione di lui; pur io sono di quelli che estimo ch'el sia innocente.
[4] Io ho scritto molte mie lettere per la via di Rezo. Non ho ancor nova che sieno capitate e pur questa mando ancor per la medesima via, e prègovi quanto più presto potete me diate aviso de la receputa. Io spacciai uno a posta per il Galerà il quale me promise farle venire volando, e volsene 20 ducatj d'oro larghi et hora in questo punto me l'à rimandata: li desordini di questi tempi sono tali.
Altro non dirò se non etc.
In Roma, alli IIIJ de X.bre. ||

A M. Gio. Iac.o Calandra


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. E, cc. 65-66.