804. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 3 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Io ho scritto due volte, e spacciato a posta a V. Ex.tia avisando de la morte de Nostro S.re, la quale fu domenica de notte prox.a passata, havendo Sua S.tà fatto una generale confessione devotissimamente ancor che non se aspettasse la morte. [2] La quale per quanto se pò vedere Sua S.tà ricevette molto patientemente, e le ult.e parole sue per molto spatio non furno mai altro che dire: "Yesus! Yesus! Yesus!".
[3] La perdita è stata grande, et universale, quanto V. Ex.tia so che cognosce, ma la perdita che lei ha fatta in particulare, non credo che compitamente lo sappia. [4] Io (se non me inganno) estimo che papa Leone non havesse nel animo suo cosa alcuna fixa più determinatamente che exaltare V. Ex.tia. A Dio non è piacciuto che Sua S.tà habbia potuto sequitare questo gran principio che la haveva fatto in honore de V. Ex.tia. Non se pò più.
[5] Il corpo hersera de commissione di questi S.ri Car.li a chi tocca, fu sparrato, e li medicj sonose tutti resoluti che Sua S.tà sia stata velenata. Hanno trovata la milza guasta tutta, et una parte del figato, et un poco del core. Nostro S.r Dio habbia l'anima sua.
[6] Il Collegio de li Car.li ha deputato 4.tro Car.li per fare provisioni, e per la terra, e per le altre cose che occorreno tanto che la sede è vacante. Questi sono il Camorlengo che è l'Armelino; Mons.re de Monte, Mons.re de Piccolhomini, e Mons.re de Cesis. [7] Questa mattina sono stato con loro S.rie R.me a lungo e fattoli intendere le opere che V. Ex.tia ha fatte in questa impresa, e le grave spese ‹e› li pericoli, et il desordine in che la se ritrova, per questo, e come il tempo del quartiero suo è già passato di molto, e che Nostro S.re di S.ta M.ria me havea promesso indubitatamente darmelo fra 4.tro dì, e già ne haveva data la commissione a Mons.re R.mo Armelino, il quale del tutto ha reso bon testimonio.
[8] Questi S.ri me hanno affirmato che questa S.ta Sede è molto obligata a V. Ex.tia e che quella ha fatto assai più, che non se sole fare hoggidì, e che loro S.rie R.me sono disposte, come amici e servitori suoi a farli ogni piacere. E così me ordinorno ch'io me ritrovasse hoggi a la congregatione che se è fatta in palazzo de tuttj li Car.li. [9] Io vi son stato, e lor S.rie R.me me hanno fatto intrare dentro, e così ho parlato a tutti a un tratto, commemorando li meriti de V. Ex.tia la quale per servitio di Nostro S.re non ha hauto rispetto provocarsi per inimico un tanto Re e mettere in pericolo il stato, e la persona, e quanto ha al mondo. [10] Racordai ancor l'interesse di quella essere comune con questo Sacro Collegio, e che io credevo per la partita de Mons.re R.mo de' Medicj, quello exercito fosse per ricevere disfavore assai: e se la compagnia di V. Ex.tia non era pagata, se disolveria essa ancor, e che quando questo fusse, ch'io vedevo quello exercito disfatto, e consequentemente lo stato de la Chiesia da quelle bande essere in gran pericolo. E molte altre cose a questo proposito.
[11] Li S.ri Car.li mi fecero uscire fora, per consultare la cosa, poi me richiamorno, e Mons.re R.mo de S.ta Croce quale è Decano, rispose con molte amorevole et honorevole parole de V. Ex.tia, dicendomi che per esser quella Cap.no de la S.ta E. meritava da questo Sacro Collegio, quella medesima benivolentia, e protectione che l'havea hauta da Papa Leone, e che li scriverieno pregandola a voler continuare l'officio suo, e che serebbe sempre ben ricognosciuta da la Sede Apostolica. [12] E quando fusse fatta la promotione del novo Pontifice pensava che non potria essere se non recognoscente esso ancor de li meriti de V. Ex.tia.
[13] Circa al quartiero, che li debiti erano tanto grandi et excesivi che non sapevono come mai provedere per adesso de denari; pur che farieno ogni opera. [14] Io li replicai dimostrando el pericolo, se non se provedeva; di modo che lor S.rie R.me me hanno promisso de darme almen la mità del quartiero, e subito fatta la creatione sperano che novo Pontifice non solamente debba provedere a V. Ex.tia di quello che se li deve, ma remunerarla largamente.
[15] Io non cessarò de instare e max.te con Mons.re R.mo Armelino, il quale in vero è affecionato di V. Ex.tia, acciò che più presto che sia possibile il se habbia. [16] Harei ben caro che V. Ex.tia me avisasse (se possibil fusse a tempo) quello ch'io ho da fare havendo questi denarj, come ancor per altre mie ho scritto, ciò è de mandarli a posta, o remetterli per via de bancho a Bologna, o di qual modo a lei più piacesse, essendo max.te li tempi di quella sorte che sono.
[17] Non mi pare bisogno racordare a V. Ex.tia che quelli servitij che la farà adesso, a questo Sacro Collegio seranno acettis.mi et a lei non potranno se non giovare summamente.
[18] Lo Ambasciatore di Franza è stato hoggi udito in questa congregatione, e stimasi che habbia protestato che non se proceda a la electione del Pontifice, se non si dà tempo a li Car.li che sono in Franza de potervisi trovare.
[19] Lo Ambasciatore di Venetia vi è stato esso ancor, io non so a che fare.
[20] In sin qui non se sentono maleficij in Roma, e sonosi fat‹ti› bona summa de fanti, per reprimere quelli che volessero fare disordine, di modo che li lochi importanti in Roma sono tutti ben guardati.
[21] Io spero ben che Mons.re R.mo et Ill.mo nostro venirà a Roma ogni modo: pur V. Ex.tia non manchi de scriverli, e confortarlo a venire, perché la venuta sua potrebbe essere di magior importantia che altri non pensa. [22] Io non ho lettere di V. Ex.tia se non di XXIIIJ del passato. De tante mie che ho scritte, non so come sieno capitate. Per hora non dirò altro se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia humilmente mi rac.do.
[23] Io non scrivo ogni dì a V. Ex.tia né de mia mano questa, perché tante varietà de genti e tumulti sono hora in questa corte, e tanto occupati questi S.ri che se l'homo vol fare un negocio bisogna spenderli per il manco tutto un giorno; et a me è venuta una scesa in uno occhio, che me lo fa lacrymare, e dolere extremamente.
Di novo a V. Ex.tia baso le mani.
In Roma, alli IIJ de X.bre MDXXJ.
Havendo scritto in sino a qui, ho recevuto le lettere di V. Ex.tia de l'ult.o del passato, a le quali poca risposta basterà havendo questa morte importuna tagliato la radice di quella speranza anzi certezza, sopra la quale V. Ex.tia mi mandava la sua lettera di man propria, credentiale in me.
De V. S. Ill.ma
Fidelissimo Servitor
Baldesar Castigl‹ione› ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio, il S.r Marchese de ‹Mantua de› la S. R. E. ‹Cap.no genera›le


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 370-373.