801. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 2 dicembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Questa notte scrissi a V. Ex.tia come Nostro S.re era passato di questa vita, alle IX ore, ma m. Gio. Matt.o spazzando, non mandò le mie lettere le quali forno trovate for del mazzo per dimenticanza. [2] Questa la mando per messo a posta per la via de Mantua, non sapendo dove se ritrovi V. Ex.tia e sapendo che francesi sono in Cremona, so ben che la serà tarda. Pur la colpa non fu mia.
[3] Il PP. si confessò heri devotissimamente e stava in termine che né li medici, né altri pensavano che Sua S.tà dovesse morire, almen questi dì. In un sùbito gli manchò la virtù, e così se ne andò. È parso il più strano caso del mondo: dominica passata, hebbe la nova della presa de Milano, e quest'altra dominica è morto. [4] La infirmità è stata doppia tertiana, ma è sempre tanto legiere che non è mai stato persona che se ne habbia fatto caso, excetto ch'el sabato, venendo la dominica, che quella notte, alienò, e la virtù in quanto se diria un pater nostro, li cadde mirabilmente. [5] Pur la dominica mattina stava tanto bene, che non pareva che li fosse un suspetto al mondo. E così stette in sino al Ave Maria, che li cominciò un poco di freddo, et a quella hora che di sop.a ho detto si spazzò. [6] Tutta la notte hebbe affanno assai, de non voler star coperto. Altro accidente non havea di sete, né doglia di core, né di testa: talhor alienava un poco. Queste grande mondane fanno così.
[7] Già cominciasi a preparar qualchuno che spera il Papato ma chi siano, non lo dico a V. Ex.tia, perché poco mancha che non siano tutti. Non replicarò quello che scrissi questa notte a m. Statio in zifra, perché V. Ex.tia lo haverà inteso.
Io l'avisarò de giorno in giorno di quanto occorrerà, et a quella basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, il 2.do di X.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Bald. Castiglione ||

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, c. 368.