787. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 29 novembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Dopoi la lettera di V. Ex.tia de XIX de la entrata in Milano, non ho mai hauto sue lettere, excetto che hoggi, che siamo alli XXIX, che mi sono pervenute le sue de XXJ, le quali ho aspettate con grand.mo desiderio, per intendere nove di quella, e chiarirmi de molti dubij che erano sparsi per questa cità. [2] Tra li altri è stata oppinione ferma in ognuno che li francesi siano stati nel giardino del castello de Milano, tutto il giorno sequente che V. Ex.tia li entrò: il che ancor ha creduto Nostro S.re. Pur hor per le lettere di quella veggo esser falso.
[3] Io ho hauto grand.ma satisfacione intendendo come passò tutta la cosa del entrare in Milano, e parmi che (ancor che de lo exercito di V. Ex.tia si potesse sperare ogni cosa) pur che questa presa habbia hauto del miraculoso. [4] E penso che Nostro S.r Dio voglia che quella sia ministra di levare in tutto li francesi de Italia, alla qual cosa già parmi che sia dato tal principio, che se quelli che vi sono, se ne vanno in Franza, mi maravigliarò.
[5] Io veggo una larga strada esser aperta alla gloria di V. Ex.tia, e so certo che Nostro S.re non mancherà de favorirla et alzarla più che sia possibile, altrimente, come se la li fosse proprio fiolo. E so ben certo che quella farà ancor per lo avenire come la ha fatto insin qui, in servitio di Sua S.tà. E circa questo mi pareria, dicendo più, esser superfluo.
[6] Franc.o del Leale è gionto qui con li cani e falconi che V. Ex.tia manda a Nostro S.re li quali sono tutti benissimo ad ordine. Un falcone, per la cascata di quel famiglio che lo portava, descendendo una montagna, si fece male, di modo che pur in ult.o è morto, dapoi ch'el è qui in Roma.
[7] Non ho ancor veduto tempo de mostrarli a Nostro S.re perché, come per altre mie ho scritto a V. Ex.tia, dapoi che Sua S.tà venne dalla Magliana, sempre si ha sentito un poco de indispositione, e questa è che ogni dì li è venuto un poco di freddo, e poi si è riscaldato, con un poco di doglia di testa, di modo che serva ordine de doppia terzana. [8] Ma è cosa piccolissima, e Sua S.tà sta il più del tempo mundissimo, e non ha accidente alcuno malo, e sta di bona voglia: e questi medici estimano che per niente non sia cosa da farne caso. [9] Questa sera ha posposto più di tre hore, e (come ho detto) a pena che Sua S.tà ha sentito alteratione. Pur non si move di letto, e questa sera pigliarà un poco di medicina, e penso che serà manna; e sperasi che questa debba bastare per liberar in tutto Sua S.tà.
[10] Io gli ho detto hoggi de la ricevuta delle lettere, e de alcuni altri avisi hauti da Mantua, e narratoli la continenza de esse lettere, con basargli li piedi in nome di quella. Sua S.tà ringratia V. Ex.tia e dàlli tante benedicioni quante pò. Hoggi è ancor venuta la nova de la recuperatione de Parma, che gli è stata de gran contento. [11] Sua S.tà desidera che questi S.ri venetiani demostrino in questo caso di esser savij, il che faranno, se si scostaranno de' francesi, senza tirarsi adosso la pelle del lupo. Pur Nostro S.re lauda tutte le cortesie che V. Ex.tia usa verso loro, dico a quelli che sono stati svalisati. E certo è che sempre la ne haverà comendatione da ognuno. [12] Io ancor per cognoscerla tale come la è, non gli raco.do alcuni mei da Castiglione, li quali forsi potrebbono esser in qualche mal termine, e tra li altri, M. Pompeo da Castiglione il quale era locotenente del S.r Theodoro da Triultio, che è un gentile e bon cavaliero; un altro m. Fioramonte, il quale credo che sia in Como, et un altro Gio. Gironimo che (credo) havea una compagnia de fanti. Io desidero che cognoscano che V. Ex.tia mi ha per tal servitore, che ancor per intercessione mia la sia per fargli qualche gratia.
[13] Questa poca indispositione di Nostro S.re tiene intenebrati tutti noi altri e non lassa che si possi negociare, né fare cosa alcuna. Questo dico per el benedetto quartiero, dil quale non parlo già a Nostro S.re, ma sì al Armellino, il qual tengo sollicitato al possibile con speranza di presta espeditione.
Altro non dirò se non che a V. Ex.tia humilmente basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XXIX de IX.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron ‹mio› il S.r Marchese de ‹Mantua, d›e la S. R. E. ‹Cap.no general›e


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 358-359.