785. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 28 novembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Dopoi la lettera di V. Ex.tia di man propria, data in Milano, con la felice nova, non ho hauto altri avisi da quella; e benché la satisfacione presa di questa vitoria, basti a tenerme contento, non dirò per molti giorni, ma mesi, e anni, pur sto con desiderio ancor de intendere il successo de le genti francese, perché tanto variamente qui se parla di questa cosa, come de tutte le altre, di che non se ha certezza. [2] Molti estimano che non sia possibile che francesi se salvino, havendosi lassato venire lo exercito di V. Ex.tia tanto vicino. Altrj dicono che sono salvi e ridutti in Novara, altri in Como, altri in Bergamo. [3] Più in là di questo non se sa, né ancor sònovi lettere del R.mo Legato. Quelli che desiderano che Nostro S.re habbia questa vittoria compitamente, vorrebbeno che le gente francese fossero disfatte, perché in vero questo seria il stabilimento de Italia. Dio faccia il meglio.
[4] Nostro S. di poi che venne da la Magliana che fu lunedì prossimo passato, alli XXV del presente, se è sempre sentito un poco indisposto e quella sera non cenò. [5] Di poi né heri, né hoggi ha mangiato in publico, né è stato senza qualche suspitione di febre: la quale se pur è febre (che li medicj ne stanno in discordia) è causata da discesa de catarrj. Ognuno spera che non debba esser male de importantia. [6] Io son stato hoggi a veder mangiar Sua S.tà, et èmi parso assai di bona voglia: spero in Dio che non passaranno dui giorni, che Sua S.tà serà gagliarda come prima. Quella come me vidde ancor che havesse fastidio de un poco di caldo, subito me adimandò s'io havevo nove di V. Ex.tia.
[7] S'io scrivessi un anno continuo l'alegrezza di questa cità, e le laudi che se dànno a V. Ex.tia non potrei giongere al vero.
[8] Non mi è parso tempo da parlare hoggi a Nostro S.re come havevo disegnato, né del quartiero né d'altro, per la indispositione de Sua S.tà. Non sono già restato di sollicitarne Mons.re R.mo Armelino, il quale ha la commissione da Nostro S.re, e già ne ha messo insieme una bona parte, et hami dato la fede sua che prestis.mo me lo darà. [9] Io ancor gli ho messo alle falde M. Gio. Matt.o, il quale me dice ch'io stia pur securo che prestis.mo lo haverò.
[10] V. Ex.tia sappia ch'io non li manco punto, et a.llei humilmente racomandandomi in bona gratia baso le mani, con desiderio extremo de intendere il stabilimento di questa fortunata impresa.
In Roma, alli XXVIJ de Novembre MDXXJ.
[11] Questa lettera fu scritta hieri, e tenuta in sino hoggi. Nostro S.re questa notte è stato bene; pur dopoi el desnare, che è stato alle XX hore, ha hauto vomito con un poco de rigore, e poi si è riscaldato, ma molto legiermente, di modo che questi medici non pensano che sia per modo alcuno cosa de importantia.
Di novo a V. Ex.tia baso le mani, in bona gratia mi raco.do.
Alli XXVIIJ del soprascritto.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
B. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron ‹mio› il S.r Marchese de ‹Mantua de› la S. R. E. ‹Cap.no generale›


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. E, c. 61.