781. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 27 novembre 1521

Mag.co etc. [1] Questa mattina con una de Mad. Ill.ma de XXIJ hebbi le vostre tre: una de XXI e dui de XXIJ. Hovi scritto a questi dì mie lettere de 19 de 24 e de 25 le quali desidero sommamente intendere che sieno ben capitate e max.e quelle de XIX, perché con esse scrivevo ancor allo Ill.mo S.r nostro, e sollicitavo resposta. [2] Da poi che le lettere che vanno in campo non hanno più da fare el transito per Mantua credo che sia ben fatto servare quello ordine secondo me scrivete, col governatore di Rezzo: io quelli plichi che inviarò a Mantua indrizzaròllj sempre in mano ad esso governatore, et voi potrete fare nel soprascritto mio: "reddantur per dominum Io. Matheum." [3] Questo dico quando m. Hieronimo da Vicenza serà partito da Mantua, che fin che vi sta potrà sempre inviarmele fidatamente.
[4] Io hebbi come per un'altra mia vi ho scritto una letterina breve del Ill.mo S.r nostro di man propria data in Milano alli XIX del presente, la continentia della quale era a punto la medesima che me scrivete esser quella di M.a Ill.ma. [5] Io dopoi non ho altra lettera da Sua Ex.tia del che resto con molto fastidio: che per tutta Roma, se dicono le magior cose del mondo, e ognuno corre a me, come ch'io sapesse chiarire circa questa matteria tutti li dubbij. [6] Gli avisi di Cremona havemo qui conformi a quello che voi cie scrivete; il medesimo intendemo di Pavia. Che li francesi sieno andati a la volta di Bergamo dicesi, ma non se sa. Io aspetto con desiderio gli avisi vostri da Mantua, li qualj voi scrivetj nel vostro post. haver dal campo de XXJ, perché come ho detto de sopra non ho hauto lettere io dopo quella de XIX, e si m. Statio me ha scritto per la via Rezzo non le ho haute.
[7] Circa a li cunti mei, non mi par bisogno che altramente ve sollicitj perché e voi e m. Thesau. sete sollicitissimi tanto ch'io non ricerco più. Dico solamente ch'io ho una vostra lettera, nella quale è inclusa una dello Ill.mo S.r nostro a voi, che dice ch'io me potrò tenere la pensione mia del Capitaneo de li denarj del quartiero di Sua Ex.tia qui in Roma, e che de quelli de ambasciatore, ch'el Thesau. me ne provederà da Mantua. [8] Altra lettera non ho sop.a di questo: penso bene ch'el mag.co Thesauriero possa lui da sé scrivermj ch'io me ritenga q.a ancor quelli, che esso me ha da dare, che con più commodità poi li rimetterà di quelli di Mantua nel quartiero. [9] E penso che in questo non habbia da esser difficultà alcuna, et sempre mandarò el cunto mio a lui de tuttj li denarj ch'io pigliarò, cusì per cunto de Capitano, come de Ambasciatore. [10] E quando pur il Thesau. volesse ch'io ne scrivesse una parola allo Ill.mo S.r nostro, io lo farò: ma parmi bene che non sia necessario, e di questo avisatime più presto che potete, perché io ho tolto tanti denarj in prestito, che non so più dove voltarme. [11] E se dovesse aspettare risposta da voi, dopoi scrivere in campo, et aspettarne ancor la risposta starei male perché come ho detto, la spesa è grossa e continuamente me bisogna spendere in qualche cosa strahordinaria come fornimentj di casa, veste, e tal novelle: e qui ogni cosa è caro. [12] Pensate che hora il vino che viene del Reame de Napolj costa 15-16 ducatj la bótta, che è nove barilj. Fate mo' il cunto voi quanto vale il carro nostro.
[13] Li denari ch'io ve scrivo restar debitor di quelli che mi restorno in mano credo sieno 140 ducatj d'oro; ma si vede più chiaramente nella nota ch'io ho mandato al Mag.co Thesau.
[14] Le mie recomandatione, prègovi faciate al Iovio, a m. Hier.o da Vicenza et a N. Mario nostro, la Cronica Mantuana del quale già ho cominciato a legere con molto piacere; e quando l'haverò fornita scriveròvi poi tutto il mio parere. Forsi che questa rottura di gamba sarà causa di farli fare qualche altro bel libro. [15] Il partito che me scrivete pensato per il mag.co Thesau. in beneficio di M. P. Ard., piacemi sommamente. Prego Dio che lo faccia succedere secondo che voi, et io desideramo.
[16] Desidero ancor che secretamente procuriate di sapere di quel turchetto se è per venire in queste bande; aspetto ancor qualche resolutione, o racordo sop.a la cosa di Gio. Martino. [17] El retratto dello Ill.mo S.r nostro mi satisfece ottimamente, ma non ho risposto a m.ro Lorenzo, per non haver ancor mostrato quel ritratto al papa: che voglio pur scriverli quello che dirà Sua B.ne.
[18] Io in questa nostra comune letitia ho molti capi che mi fanno alegrare, tra li altrj lo imaginarmi come seranno restatj freddi quelli S.ri venetianj, che se hanno lassato dare intendere, o essi se sono persuasi dar intender ad altrj tante bugie. [19] Io vi prometto che qualche volta mj sono posto a veder negli avisi de Formigone che havenono diecj e XIJ capj se possibil era trovarli qualche verità, e ben spesso tra tutti non ho possuto trovare pur una similitudine de la verità: e questi effetti ult.i ne fanno bon testimonio.
[20] Io non voglio scriver più lungo per hora. Circa la indispositione di Nostro S.re, la quale indubitatamente spero che non sarà niente ho scritto a bastanza a m.a Ill.ma.
Altro non dirò etc.
In Roma, alli XXVIJ de IX.bre. ||

A M. Gio. Iac.o Calandra


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. E, c. 57-61.