779. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 26 novembre 1521

Molto Mag.ca Mad.na mia matre honor. [1] In un punto ho ricevuto tre lettere di V. S. una de XJ de ix.bre, da Franc.o del Liale con quelle robbe che la mi scrive mandarme, dil che la ringratio molto, et insieme la nostra sor Laura del aloe, che mi sa caro. L'altre due sono de 19, pur del presente. [2] Alla parte che V. S. mi scrive de Camillo de portare qualche cosa in capo, io dubito s'el comincia a portare quella beretta ch'el vorrà poi sempre portarla. Pur del tutto mi rimetto a V. S. ma se la li fa far beretta, è bono che la sia più legiera che si pò, e piccola di fondo, ciò è bassetta, acciò che la no gli pigli tutta la testa, e le pieghe poi ponno supplire come un capelletto.
[3] Io non ho mandato in sino a mo' a tòrre li mei cavalli, perché non havevo, e non ho denari: ma de giorno in giorno aspetto de haverne, e subito ch'io gli habbia, mandarò Daniello pur, perché Giohan Martino mi farebbe troppo disconcio, et qui non gli lasserò manchare né per vestirsi né per altro suo bisogno.
[4] De la cosa de M.a Lau. da Revere, io non sono mancato né manco de fargli ogni provisione, ma io non ho mai potuto haver la copia di quel breve che ottenne Pandolpho dalla Mirandula et al principio mi fu dato intentione che non era cosa che praeiudicasse alli fratelli della Lucretia. [5] Dopoi ho inteso il contrario, e non manco d'ogni opera per far revocar quel breve, ma trovo che è difficilissima cosa: pur io non gli mancarò d'ogni diligentia. La S.ra D.ssa me ne ha lei ancor scritto, et a Sua Ex.tia respondo più diffusamente, però di questo a V. S. non dirò altro.
[6] V. S. mi scrive che la mi farà respondere cento ducati per il breve o bolla de Casatico, e poi mi soggionge ch'io posso intendere s'el toccha a pagar o a noi o al patrone della chiesa, quelli 100 ducati ch'io scrissi a V. S. alli dì passati che mi bisognariano per Casatico. [7] Io intendevo per espedire la bolla della pensione mia che mi dà el PP. sop.a la abbatia de Castiglione, per la quale pensione io son libero di pagare el mio censo, ciò è ch'el Car.le di Cortona mi ha da pagar a me 190 ducati d'oro l'anno de pensione, et io gli ho da pagare a.llui, per il censo, di modo che siamo pagati l'un l'altro; e se bene io espedisse gratis, pur mi bisogna pagare questi cento ducati per la annata. [8] Della chiesa di Casatico, ciò è del livello, bisogna ch'el prete ne paghi la mità, e nui altri la mità. E per questo, io volevo pur espedirla gratis, e questa ancor bisogna che sia una bolla: e sop.a questo non mi occorre dire altro.
[9] Di quel prete fratello di frà Sisto da Rivarolo, io gli fece havere le sue lettere, ma non so poi più in là, né so dove el stia. S'el ge ne scrive qualche altra, io ge la farò pur ancor havere.
Altro non mi occorre se non che a V. S. mi raco.do, et a tutti li nostri.
In Roma, alli XXVJ de IX.bre MDXXJ.
Nui siamo qui tutti alegri per questa gran vittoria.
Di V. S.
Ob. Fi.
B. Casti. ||

A la molto Mag.ca Mad.a mia Matre hon., Mad.na Aluysa ‹Gonzaga d›a Castiglione


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 384-385 .