778. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga da Montefeltro, Elisabetta

Roma (RM), 26 novembre 1521

Ill.ma etc. [1] Ho ricevuta la lettera di V. Ex.tia de IX del presente del medesimo tenore che alcune altre che la me ne ha scritte per interesse de li fratellj de la Lucretia alle quali a me par pur de haver dato risposta. [2] Ma se in questo me inganassi, so ben certo che non me inganno in haver fatto e fare tutto quello che a me è possibile, per rivocar quel breve che fo ottenuto contra di loro per Pandolpho da la Mirandula, il quale fu espedito molto secretamente, et ancor ch'io habbia fatta molta diligentia, non ho mai potuto haverne la copia.
[3] Ho ben hauta la supplicatione signata: e benché al principio me fusse data intentione ch'el non era cosa ch'el preiudicasse alli fratellj de la Lucretia, ho poi inteso il contrario, et esser cosa difficilis.ma da revocare. [4] Et acciò che Vostra Ex.tia sappia il tutto, costoro sono andati per via de la penitentiaria, per haver una dispensa che quel patre de quelli bastardi potesse sposare quella femina de chi erano nati quellj figliolj, e questo, perché era sua parente ad un certo modo. [5] La penitentiaria lo ha dispensato e così sposando costui quella femina, quelli figliolj de ragione, vengono ad esser ligetimj: e questi l'hanno poi fatto rivalidare con un breve del papa.
[6] Io ne ho parlato a S. S.tà per parte de lo Ill.mo S.r Marchese, fundatomi sop.a una lettera che sua ex.tia mi scrisse. Il papa ha commisso a S.ti 4 che vegga di fare che Sua Ex.tia sia compiaciuta. S.ti 4 dice che è cosa insolita ch'el papa conceda una gratia e masimamente de alligetimatione, e poi la revochi, e deslegitemi quelli che una volta ha ligetimati; pur si sta ancor sop.a questo.
[7] Io prometto a V. Ex.tia ch'io li ho posto ogni diligentia possibile, ma non ho scritto così ogni dì quello che ho fatto e faccio in questa cosa, perché ho pur assa' da scrivere, et ancor perché me bisogna farlo secretissimamente: perché se costoro reclamassero, serebbe ancor più difficultà ad ottenere. [8] E però V. Ex.tia faccia ch'el non se parlj de quanto li scrivo, e sia certa ch'el se farà tutto il possibile; né creda quella ch'io in questa cosa sia negligente perché io ho usata quella opera che harei fatto per haver ogni cosa grande per me, e desiderava de mandare il breve espedito alla Lucretia che non ne sapesse niente. [9] Non ch'io sia restato per la spesa, che non ho mai hauto rispetto alcuno a niuna cosa ch'io habbia cognosciuta esser satisfacione di V. Ex.tia, oltre che voglio bene alla Lucretia come a sorella, e servo de quelli che non cognosco. [10] Ma le cose tutte hanno più difficultà che non pare a quelli che non le provano. V. Ex.tia faccia intendere alla Lucretia quello che li pare, e che la non dica cosa alcuna, ch'io farò il possibile.
Altro etc.
In Roma, alli XXVJ de Novembre. ||

Post scritto. Ser Franc.o da Formignano me ha scritto questa lettera. V. Ex.tia vederà la causa de la tardità: quella se degni farmi respondere quello che la vole ch'io li risponda. E di novo li baso le manj.

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A la S.ra Duc.a Elisabet


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. E, cc. 53-55.