777. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 26 novembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Alla lettera de V. Ex.tia di man propria data in Milano bisognerebbe fare una lunga risposta chi volesse esprimere quanta alegrezza habbia portato questa felice nova a Nostro S.re et a tutta Roma. [2] Di me non parlo, che troppo picol cosa serebbe far mentione delle formiche dove si parla delli elefanti. Certo è ch'io sono quasi uscito di me; e maravigliavomi, prima che vedessi molti altri li quali erano in questo medesimo termine.
[3] M. Paulo gionse Dominica prossima passata all'Ave Maria, e subito se n'andò in posta con m. Gio. Matt.o alla Magliana. Hebbi la lettera de V. Ex.tia di là a meggia hora, e sapendo che m. Gio. Matt.o era andato, non volsi andare io per quella sera.
[4] La nova se sparse subito per tutta Roma, e feronsi infiniti fochi; il Castello non cessò tutta la notte de tirare, di modo che per la allegrezza, parte per il rumore, non credo che fosse persona in Roma che dormisse un'hora. [5] La mattina a bon hora fui alla Magliana. Trovai Nostro S.re che si vestiva. Io gli basai li piedi in nome di V. Ex.tia, e mi alegrai con S. S.tà e li mostrai la lettera: non potè tenere le lachryme, come intendo che la sera per meggia hora, alla hauta della nova, havea fatto. [6] E mi disse che V. Ex.tia havea ragion de allegrarsi, perché non era manco suo interesse di quello che fosse di Sua S.tà. E qui con molte benedicioni disse molte laudi di V. Ex.tia e poi replicòmi che a soi dì havea haute molte contentezze, ma che questa non era stata minore di quella che hebbe quando fu fatto papa.
[7] Sua S.tà venne poi di mangiare, a Roma, e li venero incontra molti Car.li, e prelati, e tutta Roma (si pò dire). Sua S.tà aspetta mo' de intendere il successo dil resto, et io aspetto con molto desiderio risposta della mia de XIX di quella parte che è scritta in zifra, per la optima speranza che ho ch'el negocio succeda bene.
[8] Per hoggi non toccherò cosa alcuna a Sua S.tà sop.a il quartiero: dimani li darò un poco di racordo, benché io so certo che una bona parte ne è insieme, e presto lo haverò tutto ne le mani. [9] Io non dirò altro se non che desidero estremamente che questa impresa se finisca presto in tutto, e felicemente; tra gli altri rispetti, per vedere una volta V. Ex.tia con Nostro S.re che spero che a me serà una delle magiori contentezze ch'io habbia mai hauta, perché so che demostrationi seranno quelle, che Sua S.tà gli farà.
[10] Mando qui alligata a V. Ex.tia una de m. P. Ardinghello, il quale persevera in quelli officij che ha sempre fatti in servitio di quella. Et io desidero molto ch'el ne sia ricognosciuto, perché lo merita, e per far mentire quel mal homo di m. Ptolomeo, il quale ha fatto malissimi officij per persuadergli ch'el non harà mai niente, non perché V. Ex.tia non sia liberalissima, ma per li cattivi ministri. [11] E la butta sop.a di me, et anco ad altri. E se V. Ex.tia non fosse stata dove ella è, io l'harei ben sollicitata un poco sop.a questa materia, ma gli ho hauto compassione, et hone certificato m. P. con dirgli che V. Ex.tia non ha bisogno de sproni in simili opere.
A quella baso le mani et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXVJ de IX.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humile e fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio il S.r Marchese di ‹Mantua de› la S. R. E. ‹Cap.no generale›


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 353-354.