776. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 25 novembre 1521

Mag.co etc. [1] Scrissivi her sera molto confusamente, perché scrivendovi gionsemi l'aviso de la vitoria dello Ill.mo S.r nostro, la legrezza della quale mi occupò tanto ch'io non poti fare altro che allegrarmi. [2] E perché mi pare de non haver pagato el debito de respondere a dui vostre lettere lunghe con quella picola ho pur ancor voluto scrivervi questa nella quale non potrei exprimer il contento che ha Nostro S.re di questo felice successo. S. S.tà no lo dissimula punto, anzi dice che la legrezza ch'el hebbe del esser fatto papa non fu magiore di questa. [3] Pensati voi s'io ancor ne sento piacere, che mi par vedere lo Ill.mo S.r nostro in tanta grandezza quanta apena osavo desiderare: quelli Mag.ci meseri credo restaranno chiari che non sono per recuperare le terre di Romagna e con le sue baie e bugie staranno scornati.
[4] Io non voglio scrivervi per hora altro rimettendo a voi el trattare et espedire la cosa de li mei cunti, con quella diligentia et amorevolezza che fate tutte le cose che apertengono a me: certo è che da un pezzo in q.a io vivo a dinari prestatj e sonomi occorse molte grosse spese per fornirme la casa di masaritie, e vestirmi et il tutto ho fatto con speranza di questo benedetto quartiero, il quale ancor non ho in mano, di modo che io sono a più che al verde.
[5] Alla vostra de XXI hauta questa mattina dico che nel mazzo di M. Gio. Matt.o erano pur mie lettere de XVIIJ del S.r e de m. Statio, nelle quale se continevano quasi li medesimi avisi che voi me mandate; e ringràtiovi della avertentia e deligentia vostra.
[6] Circa li cunti mei parmi che voi facciate più ch'io non saprei ricercarvi: e se si potrà operare ch'el Mag.co Thesau. se contentasse ch'io pigliassi qua quelli denari di che io restarò creditore ne serei contentis.mo, et aspettarei a pigliarli a l'altro quartiere che viene, perché non me mancaria modo de haverli qui per via de amicj essendo poi securo di poterli restituire a quel tempo. Sì che di questo fate voi.
[7] Circa la cosa de M. Pietro Ard., aspetto che me scriviate per le prime vostre, e che scriviate anco a luj. E dopoi che habbiamo hauto così lieta novella, come è questa, di gratia operate che ancor habbiàno questa satisfacione de pagare questo debito, del quale oltre che lo Ill.mo S.r nostro ne haverà honore, ne haverà forsi ancor mille servitij da M. Pietro nostro.
Et io per hora non dirò altro se non che a voi sempre di core mi rac.do.
In Roma, alli XXV de IX.bre. ||

A M. Gio. Iac.o Calandra


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. E, cc. 48-51.