775. Castiglione, Baldassarre a Este Gonzaga, Isabella

Roma (RM), 25 novembre 1521

Ill.ma et Ex.ma S.ra e patrona mia. [1] Per la lettera di V. Ex.tia de XXJ del presente ho inteso quanto la mi comanda, e penso che non mi sia bisogno fargli altramente fede ch'io sia per invigilare sempre con tutte le force del animo mio in quelle cose ch'io cognoscerò esser servitio suo, e delli Ill.mi S.ri suoi figlioli. [2] Certo è che del servirgli, io ne traggo tanto contento, che mi pare che basti per pagarmi ancor che me gli andasse la vita.
[3] Nostro S.re è tanto contento di questa felice vittoria, e de li portamenti dello Ill.mo S.r mio, ch'io non credo che cosa alcuna per difficile che la sia, non si debba estimar facile da ottenere da Sua S.tà. E per questo estimo che dello Ill.tre S.re Hercule, ragionevolmente si debba sperare tutto quello che Sua Ex.tia designerà. [4] Io non gli mancherò de quello che mi mostrerà il mio debile iudicio, facendo ancor intendere a Nostro S.re quanto V. Ex.tia mi scrive, del suo andare a Bologna per studiare. La qual cosa son certo che da Sua S.tà serà approbbata; e promettomi in ogni cosa che sia exaltatione dello Ill.mo S.re Marchese e de la casa sua, tutto quello che potrà Nostro S.re.
[5] Io baso reverentemente le mani di V. Ex.tia, della opinione bona che la ha di me, ch'io sia per negociare con desterità et ingegno, il che invero non mi confido. [6] Della fideltà, certo sono de non mancare, e desidero che la credenza de V. S. Ill.ma non sia magior delli meriti mei: che ancor che questo mi habbia da esser sempre gran stimulo, non vorrei però esser causa io di far errare quello iudicio che non sole errar mai.
Baso le mani di V. Ex.tia, et in sua bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXV di IX.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Bald. Castiglione

Post. Mons.re il Datario, e M. Gio. Matt.o me hanno pregato ch'io racomandi a V. Ex.tia un Fabritio da Prato, el quale desidera esser cancelliero dello Ill.tre e R.do S.r Hercule. Io credo ch'el sia sufficiente e pratico: la prima volta ch'io lo cognobbi fu alli servitij di M. Cesare da Gonzaga b. m.; di poi ha servito al Mag.co Lorenzo, finché visse.
V. Ex.tia se dignerà de farmi respondere quello che li pare, et a quella di novo baso le manj.
Il medesimo Servitore

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Alla Ill.ma et Ex.ma S.ra e Patrona ‹mia› la S.ra Marchesana ‹di Mantua›


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 304, 351-352 .