756. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 14 novembre 1521

Molto Mag.ca Mad.na mia matre honor. [1] Ho ricevuto due di V. S., una de 5 l'altra d'otto del presente, ma non gli ho risposto così presto perché sono stato fori con Nostro S.re per el dì di S. Martino. [2] Le mie robbe, ciò è le fodre et il sparavero sono gionte, ma quelle che vengono su' muli del Folenghino non sono ancor gionte, e di quelle harei pur bisogno per quello borriccho, e per quello saio di veluto. [3] Pur veniranno, se a Dio piacerà, ma sempre le cose tardano più che l'homo non pensa, e però io ancor non ho mandato el breve de Casatico, perché costoro me dicono che bisogna ch'el sia una bolla, e costerà qualche cosa de più. Ma io non li manco e più presto che mi serà possibile lo manderò.
[4] Il cavallino a Camillo l'harei mo' mandato se havessi denari, ma ne ho apostati dui o tre: come ho denari che spero pur serà presto, ne manderò uno per Daniello, il quale voglio che venga a tòrre quelli mei cavalli che sono lì a Mantua. [5] Piacemi molto ch'el impari bene: V. S. lo faccia pur attendere con quello greco. Delle puttine, Nostro S.r Dio, le governerà esse ancora: harò ben piacere de intendere se l'Anna megliorerà de quella sua dispositione.
[6] Piacemi che V. S. habbia fatto fare quella investitura dal vic.o del prior di S. Marco, e vorrei s'el si pò, che si mettesse ordine de uscire de quello livello del Priore, perché non essendo magior somma, non serà forsi troppo disconcio. Usciremo poi se a Dio piacerà un dì ancor di quello di S. Marco. [7] De le nostre misurationi, de la strata da Casatico, della casa di Benevieni V. S. farà quello che gli parerà bene. Circa la cosa de Casatico, quanto sia per la sicurezza, la è espedita: ciò è che Nostro S.re mi dà ducento ducati de pensione sop.a quella abbatia de' Castiglioni, la qual pensione io posso transferire in mio figliolo. [8] Ma le bolle non sono espedite, e questo è perch'io vorrei espedirle gratis, che andando per la via ordinaria mi costariano de molti ducati; e così ancor il breve, o bolla de Casatico. Ma più presto ch'io potrò, mandaròlle.
[9] Io ho pur tolto certi panni di razzo, et homi fatto prestare li denari, li quali sono cinquanta ducati d'oro, et hone termino insino a Natale, e vorrei che a quel tempo V. S. gli facesse restituire lì a Mantua, a ch'io gli scriverò. Io ho ancor quello altro debito de 100 ducati con gli heredi di S.ta M.a in Portico, pur dessignati a quel tempo, et a quel loco. [10] Io penso che le intrate de Balconcello debbano suplire per il bisogno de V. S. e de la casa, e però ho fatto dissegno che se possiamo valere de li denari delli fitti, in pagar debiti. [11] Qui mi occorreno delle spese necessarijssime, essendo in questo loco, il quale, come V. S. sa, è honorevole, e bisogna vivere, e vestire, et havere de' servitori. Io sono ancor sforzato a farmi un paro di veste di seta fodrate, che mi costeranno. [12] Di questi panni ch'io ho comparati, ne ho hauto assai bon mercato ma in ogni modo me ne bisogneranno qualche altri. E come io possa, faròmi pur ancor fare qualche pezzi d'argento, acciò ch'el non para ch'el homo sia dishonorato, e max.e adesso ch'el S.r marchese ha questo loco, e sàssi che Sua Ex.tia mi dà assai bona provisione.
Io non dirò altro, se non che a V. S. mi raco.do, e sto (Dio gratia) sano, e sempre desidero intendere questo di lei, e de tutti li nostri.
In Roma, alli XIIIJ de IX.bre MDXXJ.
Di V. S.
Ob. Fi.
B. Casti. ||

Alla molto Mag.ca Mad.a mia Matre hon. Mad.na Aluysa Gonzaga ‹da Castiglion›e


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 380-381.