752. Castiglione, Baldassarre a Gadio, Stazio

Roma (RM), 12 novembre 1521

Mag.co etc. [1] Alla vostra di IIIJ tradutta da una de Formigone, respondendo dico che sarebbe un bel fare ch'el papa in un tratto facesse la impresa di Ferara e di Milano come discoreno quelli S.ri venetianj, mandando tanti capi de fantj a Ferara. [2] Penso ancor se francesi come lui scrive votaranno Milano di vitualia e le condurranno nel Giardino, che i milanesi che stanno a Porta Lenza haranno da fare una gran via, quando vorranno andare a comparare qualche insala‹ta›, havendo il giardino del Castello da essere la piazza.
[3] Ma lassando le burle, credo che se li svizeri nostrj vengono de bone gambe a servitio di Nostro S.re, e se quelli de' francesi vanno pur de bone gambe a casa loro, che li francesi haranno fatica d'allogiare nel giardino di Milano. Nostro S.r Dio ce conceda che le cose passino bene, acciò che possiamo burlare in presentia parlando come hora faccio in absentia scrivendo.
[4] Alla vostra di VIJ non mi occorre dire altro, se non che Nostro S.re ha hauto piacere de intendere la continentia de essa la quale io gli ho detta a parole e non mostrata, acciò ch'el non sapesse che lo Ill.mo S.r nostro, li mandasse cani e falconj: che havendoli a l'improvisio, li seranno più cari. Desidero che me avisiate se Sua Ex.tia si è resoluta de dare quel Turchetto a m. Gio. Matt.o, e se lo manda adesso.
[5] Io sto disperato non havendo ancor hauto il quartiero, pur mi conforto che per questo non debba succedere desordine de le gente d'arme, atteso che Mons.re R.mo lo legato so io che ha denarj, né posso credere ch'el manchasse di provedere in tal bisogno fino alla venuta del quartiero la quale cosa senza dubio serà prestis.mo.
[6] Piacemi molto che m. Fabritio Signorello se porti bene, et ho ancor car.mo che lo Ill.mo S.r nostro vegha ch'io li racomandavo un homo da bene. Credo ancor ch'el Conte Carlo da Marciano venirà esso ancor in campo presto: son certo che tuttj li favorj che li farà lo Ill.mo S.r nostro, seranno molto ben collocatj.
Altro non dirò, se non che etc.
In Roma, allj XIJ de IX.bre.

Post scritto. Un figliolo del S.r Gio. Iac.o Triultio, il quale se dimanda m. Anbrosio, me ha pregato molto ch'io lo racomandi allo Ill.mo S.r nostro: e quello che lui vorria si è questo. E' gli ha a Caravaggio una prepositura, che se dimanda S. Pietro e Paulo ordinis humiliatorum. Vorrebbe che.llo Ill.mo S.r nostro per sua clementia operasse che quel loco fusse riguardato, e che li soldatj non li facessero danno. S'el si potrà fare questo gentilhomo lo harà per singulare gratia, e teneràssene infinitamente obligato a Sua Ex.tia.
Alli XIJ de IX.bre.

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A M. Statio


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. F, cc. 26-28.