747. Castiglione, Baldassarre a Facino, Alfonso

Roma (RM), 9 novembre 1521

Mag.co M. Alfonso mio hon. [1] Ho recevuto la vostra de XXVIIJ del passato, e benché io sia certo che voi non dubitate niente ch'io non faccia ciò che io posso per vostro servitio, ho pur ancor voluto respondervj e notificarvj questo medesimo, perché vi ho non picciola compassione vedendovi alle manj di questo christiano che non sa bene il bisogno suo, et è forza farli bene a suo dispetto. [2] Pur come io scrissi l'altro giorno la cosa è in mano de Mons.re R.mo de S.ti IIIJ e son certo che presto la expediremo, tanto più, perché havendo io dato la lettera del R.do et Ill.tre S.r Hercule a m. Serapica, Sua S.ria me ha detto che se pur il generale starà ostinato adesso ancor ch'io glielo faccia intendere et lassi poi lo impaccio a.llui: ma io spero che non bisognerà.
[3] Erami ancor stato proposto un altro partito, il quale s'io l'havesse inteso p.a l'harei attaccato. E questo è che li cavallerj di S. Pietro hanno autorità de transferire le pensione ancor senza consenso. [4] Il S.r Hercule havendo comprato un cavalierato potea fare questo effetto di transferire la pensione a dispetto del generale. [5] Et perché forsi Sua S.ria non haria voluto spendere M. ducatj a questo tempo, ce seria stato modo de far questa vendita senza denarj, facendo solamente lo instrumento de l'obligatione, e tenere il cavaleriato XX dì, o tanto quanto fusse bisognato e transferire solamente questa pensione, e far poi una retrovendita, rendendo il cavaleriato ad chi era. Et a questo modo se ucellava custuj, e non vi andava ispesa se non de 50 ducatj al datario.
[6] Pur come dico non ne sono stato avertito a bona hora: vedremo hora ciò ch'el farà. Penso pur, che la cosa non andarà più in lungo, et io vi prometto che non li mancherò altramente come se la fusse mia propria.
Et altro per hora non mi occorre scrivervi se non che me vi rac.do sempre e prègovi me teniate in bona gratia del R.do et Ill.tre S.r comune patrone. Piacemi che Sua S.ria se intertenga con questi S.ri fiorentinj di quel modo che me scrivete e son certo, che non possi fare altramente. Ve ringratio ancor de l'aviso che me date del mio figliolo: piacia a Dio ch'el sia tale come voi desiderate.
In Roma, alli IX de IX.bre. ||

A M. Alfonso


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. E, cc. 21-23.