738. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 7 novembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Ho ricevuto le lettere de V. Ex.tia del p.o di questo: e circa la cosa del quartiero con la occasione de quelle lettere, ne ho parlato a Nostro S.re con quella magiore instantia che me è stata possibile, e racordato li danni et incommodi che quella ha patiti e patisse nel stato, e fatiche de la persona e periculi, e spese intollerabili, e fatto intendere come li francesi hanno levato lo assignamento fatto a V. Ex.tia de restituirgli li XIJ M.a ducati prestati, e molte altre cose.
[2] Nostro S.re mi ha pur replicato efficacissimamente che presto presto me li darà. Io non gli posso fare altro; prometto bene a V. Ex.tia, ch'io non lasserò opportunitate alcuna ‹d›e sollicitare et importunare, e spero ogni modo che lo haveremo presto.
[3] Ho scritto per altre mie a V. Ex.tia che serebbe bene che la se facesse dare qualche parte di questo quartiero a Monsig.r R.mo lo Legato, in prestito, e così ge lo replico. Son certo che S. S. R.ma non mancheria, vedendo el bisogno, e cognoscendo el periculo che gli homini d'arme fossero per partirsi. [4] Serà molto molto a proposito che S. S. R.ma ne scriva caldamente a Nostro S.re e quando ge lo scriverà, serebbe bene ch'io lo sapessi; benché credo che alla ricevuta di questa, lo harà scritto.
[5] V. Ex.tia, non mi faccia scrivere de computare mille ducati, né più, né meno in questo quartiero, perché il PP. me adimanda spesso le lettere de V. Ex.tia, et io non vorrei ch'el sapesse che quella se contentasse de computar mille ducati, perché vorrei far prova d'havergli tutti, e lassare questi quattro M.a pur a cunto lungo. [6] E per q.to rispetto a questa volta non gli ho mostrata la lettera, ma dittoli a boccha la continentia. [7] E se V. Ex.tia havesse fatta questa proferta a Monsig.r R.mo, de computare in q.to quartiero M. ducati, è bene che la me ne avisi, perché io forsi ancor li rimediarò.
[8] De li Svizeri che vanno a Reggio, Nostro S.re me disse che gli piacea, e che quelli che erano restati, era segno che non erano del volere di quelli che erano partiti, e che sperava che fariano bene, et il debito loro; e questi che erano andati a Reggio serviriano in far paura a quel bon homo: usò a punto questo vocabulo, volendo dire il D.ca di Ferrara.
[9] Circa la riserva di M. Ag.no Gonzaga non mancherò di fare quanto V. Ex.tia mi commanda.
[10] Nostro S.r sta sano (Dio gratia) benché pur talhor senta un poco di doglia nel loco ove a questi dì hebbe tanta molestia. Pur se le cose de lo exercito succedessero come Sua S.tà desidera, ogni cosa passerebbe bene. Presto quella spera vederne il fine, il quale se serà bono, serà la satisfacione de S. S.tà et ancor la gloria di V. Ex.tia.
[11] Scrivendo qui, ho hauto la lettera de V. Ex.tia del secondo di questo con l'aviso de M. Ant.o Bagarotto de XXJ del passato, il quale so che piacerà a Nostro S.r. Hoggi serò a' piedi de S. S.tà, e faròli intendere il tutto. Ho ancor in questo medesimo punto ricevuto le altre lettere di V. Ex.tia di IIJ del presente date in Ottolongo, le quali ancor farò vedere a Nostro S.re e farò di novo la instantia de questo benedetto quartiero, et avisarò subito V. Ex.tia alla quale basando le mani in bona gratia mi raco.do humilmente.
In Roma, alli VIJ de IX.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio, il S.r Marchese di ‹Mantua, de› la S. R. E. ‹Cap. generale›


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 332-333.