732. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 1 novembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Heri che fu l'ult.o del passato hebbi una lettera di V. Ex.tia de XXIIJ, la quale mi maraviglio che sia stata tanto per strada, perché è venuta doppo quelle de XXV e di XXVJ. [2] Et ancor che la contenentia di essa se fusse già intesa per altre vie, mi sono pur servito ancor di quella mostrandola a Nostro S.re, per farli instantia de la espeditione del quartier, per el quale sto con tanto fastidio, quanto io stesse gran pezo fa, vedendo che non posso satisfare V. Ex.tia così presto come serebbe il suo desiderio, et ancor bisogno. [3] V. Ex.tia sappia che tutte le lettere che la mi ha scritto a questo proposito, io le ho sempre mostrate al papa, et oltre a quello fattogliene a parole la magior instantia ch'io ho potuto. [4] E certo è che Sua S.tà non è restata per non volerlo fare, ma le spese sono grande come V. Ex.tia sa, e questa indispositione di Sua B.ne pur ancor ha differito.
[5] Io son stato questa mattina a' piedi di Sua S.tà, e parlatoli largamente sopra questo, con racordare oltre il beneficio de la impresa, li meriti ancor di V. Ex.tia, la quale potria poco sperare di magior cosa se se li mancasse in questa, che è pur principalmente servitio di Sua S.tà. [6] Nostro S.r mi ha replicato ch'io stia securo che presto presto me contenterà di questo quartiere. E volendo io pur venire al particulare me ha detto che fra quattro, o cinque dì, me lo darà. [7] È vero che le cose sempre vanno un poco più in lungo che l'homo non estima, pur penso che ogni modo possi andar poco più a lungo di questo termine. Fra tanto so che V. Ex.tia non mancherà di fare ogni provisione possibile, acciò che li homini d'arme se intertenghino. [8] E circa questo io non dirò altro, perché io so che lei medesima cognosce meglio di me il bisogno: e quella sia certa ch'io dal canto di qua non manco, né mancherò altrimente che se me gli andasse la vita. [9] Ho dipoi recevuto questa mattina lettere di V. Ex.tia de XXVIJ, e de M. Statio de XXVIJ e de XXVIIJ, delle quale pur me sono servito ancor con Nostro S.re in sollicitare il quartier. E la risposta è stata quella che di sopra ho detta.
[10] Per altre mie ho scritto a V. Ex.tia che me pareva bene che la ricercasse Mons.re R.mo lo Legato de qualche migliaro de ducatj, per intertenere questi homini d'arme, fin che giongeva il quartiero il quale non pò andare a la lunga. [11] Se quella non l'ha fatto essendovi tanto periculo, potrebbe farlo, benché io spero che Nostro S.re non mancherà di quanto mi ha promesso. Et io come ho detto non mancherò di sollicitare.
[12] Nostro S.re (Dio gratia) sta assai bene, benché talhor senta un poco de dolore nel loco dove ha hauto quella passione questi dì. Questa mattina che è messa in San Pietro, Sua S.tà non vi è stato, per esser pur alquanto debile, et havere ancor sentito un poco di doglia in un piede: pur non è niente. Io non ho cosa alcuna di novo di scrivere a V. Ex.tia salvo s'io non li volesse scrivere qualche bugia, il che io non so fare.
[13] Il desiderio del Papa circa l'impresa V. Ex.tia lo sa. Quello che habbia da succedere, se pò meglio coniecturare da li progressi de li svizeri che d'alcuno altro segno: Nostro S.r se pensa di esser presto chiaro de la voluntà loro, e secondo che vederà quella, così credo se risolverà. [14] Ma succieda ciò che vole, V. Ex.tia pò esser certa che Nostro S.r haverà quella cura di lei, che di sè stesso.
Altro non mi occorre se non che a quella basando le manj in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, al primo de Novembre MDXXI.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio, el S.r Marchese ‹di› Mantua, de la S. R. E. ‹Cap.no› generale


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 328-330.