726. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 30 ottobre 1521

Mag.co m. Gio Iac.o, Comp. hon. [1] Per la vostra di XXIIIJ ho inteso la febre havervi in tutto lassato, dil che ho preso singular piacere, e penso che quello poco del indispositione che vi è restata sia presto per tornare in sanità, purché voi non vogliate volar senza ale il che io vi comforto a non voler fare per niente.
[2] Ho inteso ancor quanto me scrivete circa il capitaniato de Marcharia, e de Castelluccio e parme che voi racordiate bene, né io penso de incommodare alcuno delli servitorj dello Ill.mo S.r nostro; ma poi che havete fatto tanto non v'increscerà ancor fare il resto. [3] E se io vi darò troppo fatica, datene la colpa a l'amor ch'io vi porto, et al vostro havermi sempre satisfatto in ogni cosa ch'io ve ho ricercato.
[4] Vorrei adonque che ve informaste bene, che officio io potrei dimandare allo Ill.mo S.r nostro, che fusse equivalente e poco differente da questo capitaniato, e che non fusse in mano de persona di rispetto per poterlo intracambiare con questo: perché io non so a chi altri poterne dare la cura meglio che a voi. Siché vi prego a farne diligentia tanto ch'io sia servito; e sopra questo non me occorre dire altro.
[5] Penso ancor che a questa hora havereti hauto una mia lunga lettera, nella quale mandavo i mei cunti con pregarve che pigliaste modo de farli rassettare. Questo medesimo vi replico, perché desidero molto che sieno stabeliti. Lasserò mo' questa fatica a voi, ciò è a quello che so che le piglia voluntieri per me. [6] Circa a quelli denari de M. Mario nostro, la cosa sta così: voi me scriveste ch'io pigliasse de li denari di M. Mario XV ducati d'oro larghi; io ne havevo già hauto XIIIJ de giulij, ciò è a X giulij per ducato. [7] Dopoi ne ho presi XI pur a X giulij per ducato de li quali per fare che li XIIIJ primi fussero XV larghi, ne tolsi XVIJ giuli e meggio, che tanti ve ne andavano. Et a questo cunto me ne restavano in mano nove pur a X giulij per ducato, e dui giulij e meggio.
[8] A la parte di M. Pietro Ardinghello, penso che harete haute mie lettere, nelle quali io ve aviso che Sua Sig.a ha hauta la vostra benché tardj, e di quella mandovene qui la risposta. [9] Et ancor che questa sia come io dico responsiva, el prefato m. Pietro desidera molto che ancor a questa respondiate, et io vi prego a farla acciò che l'animo di questo gentilhomo resti quieto finché se provede a quello che si è designato.
[10] Altro non mi occorre se non che sempre a voi mi offero et raco.do.
In Roma, alli XXX de Ottobre.
[11] Havendo scritto insin qui ho recevuto la vostra di XXVJ del presente, la quale mi piace che sia di vostra mano; penso ancor che voi haverete haute altre mie, per le quali intenderete come io ho hauto la lettera vostra a m. Pietro, et ancor quella che credevamo che fussi persa a me.
[12] Circa la resposta della cosa sua, penso pur che haverete ancor habute altre mie nelle quali ve significavo che estimavo che quella dilatione che voi mi proponevi, non sarebbe molto grata: però a me pareva che fosse bene pigliarli qualche altro modo. [13] E perché (come ho scritto più volte) ipse memoriter memoria tenet, vorrei pur che a qualche modo la se rassettase: tanto più che esso stesso ha detto a me che, quando non se potesse così compitamente adesso, purché se gli vedesse un principio non mancherebbe poi a Sua Ex.tia col tempo fare il resto. [14] Hami ancor acennato che intende che quelli S.ri hanno copia di belle gioie di modo che forsi una gioia di prezzo satisfarebbe a questo bisogno. [15] Di questo governative come vi pare, et avisatime di gratia, se le mie lettere vengono prima a Mantua che in campo, o se pur vi sono mandate dal campo, che mi par che venghino troppo tarde. Non scrivo altramente a M.a Ill.ma nostra, non havendo che scrivere.
[16] Mando una lettera di m. Gio. Matt.o a Sua Ex.tia et altro per questa non mi occore che scrivervj se non che sempre mi vi raco.do. Vi mandai l'altro dì in una mia incluso un estratto della obligatione fatta in man mia de sei milia ducati per il Conte Io. Fermo da Triultio.
Et a voi di novo mi raco.do. ||

A M. Gio. Iac.o Calandra


Copialettere, non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Castiglioni, Serie II, busta 23, ms. E, cc. 9-11.