713. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 25 ottobre 1521

Ill.mo Ex.mo S.r e patron mio. [1] In questo punto ho recevuto le lettere di V. Ex.tia de XX del presente. Andaròmene subito a Nostro S.re e farò intendere a Sua S.tà il tutto, usando quel più dextro modo che me serà possibile, acciò che se habbia il quartiero, di quel modo che V. Ex.tia ricerca. [2] Heri parlai lungamente con Nostro S.re el quale al solito lauda V. Ex.tia. Circa il mandare quella armatura al S.r Turco, Sua S.tà è contenta che V. Ex.tia mandi, et hami ordinato ch'io faccia fare il breve, il che farò più presto che mi serà possibile. [3] Et a Sua S.tà serà grato che V. Ex.tia li mandi uno homo discreto, il quale avertisca bene, et veda li modi dal canto di là, e le genti i preparamenti di guerra, et altre tale importanzie, che se facesse da quelle bande.
[4] Heri mandai la corona a V. Ex.tia in un plico di lettere: desidero sommamente intendere che la sia arrivata.
[5] Havendo scritto insino a qui, sono stato a Nostro S.re e mostrando a S. S.tà la lettera de V. Ex.tia de XX, gli ho parlato più destramente che ho saputo del quartiero. Nostro S.re mi ha risposto che tuttavia lo mette ad ordine. Io lo ho chiarito che quella non vorrebbe per niente che adesso se facesse questa retentione delli quattro milia ducati che se diedero de superchio al quartiero passato. [6] È vero ch'el PP. se andava un poco torcendo in q.ta parte, con dire che ha da provedere a tante altre cose; pur io gli ho replicato quello che mi è parso, e racordato a Sua S.tà di che modo V. Ex.tia serve, et il bisogno estremo de' denari ove la si ritrova, e molti altri rispetti, di modo che credo pur che Sua S.tà farà ciò che vorà la Ex.tia Vostra. Io non mancherò de sollicitare, e più presto che mi serà possibile.
[7] Ho ancor dato un poco d'ordine circa questo, col nostro m. P. Ardingello il quale farà opera di proponere a Sua S.tà certi modi per haver pur denari per questo bisogno. [8] Nostro S.re ha hauto car.mo li avisi che V. Ex.tia scrive nella sua de XX e la rengratia, e mi ha comandato ch'io da parte di Sua S.tà la preghi a far scrivere spesso, e minutamente come la fa, che non se gli potria far magior piacere. Et oltre li progressi delle cose, ancor quello che la iudica.
[9] Io non posso scrivere nove a V. Ex.tia perché non ge ne havemo. Nostro S.re ha voluto vedere quelli avisi de Formigone da Venetia, e sta un poco di mala voglia con quelli che mostrano estimarlo poco.
[10] Monsig.r R.mo di Como mi ha fatto dare sicurtà per sei milia ducati ch'el Co. Gio. Fermo non partirà da Mantua senza licenza di V. Ex.tia. Di questo ho scritto diffusamente a m.a Ill.ma.
Io baso le mani di V. Ex.tia, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXV de VIIJ.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humil e Fidel Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patrone mio, il S.r Marchese di ‹Mantua de› la S. R. E. ‹Cap.no› generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 316-317 .