712. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 24 ottobre 1521

Molto Mag.ca Mad.na mia matre honor. [1] In un punto ho ricevuto quattro lettere di V. S., una di 3, l'altra di 13, l'altra di 15, l'altra de 17 del presente: sònomi tutte state chare. Ho ancor haute le scritte mie che erano nel Cortegiano. Per ancor non ho hauto il borriccho.
[2] Circa lo imparare greco de Camillo, io ho ancor hauto una de quel Michele il quale dice tante cose ch'el mi pare un adulatore; pur, assai è ch'el mostri bon ingegno, et inclinatione, e bona pronuncia. [3] Circa il latino, io vorrei ch'el attendesse adesso più col greco, perché è così oppinione di quelli che sanno, ch'el s'habbia da cominciar dal greco, perché il latino, è nostro proprio quasi ch'el homo l'acquista ancor che poca faticha gli usi. [4] Ma il greco non così: però V. S. lo faccia pur attendere con quello, e dica a Michele ch'io gli farò il debito suo, e quando serà il tempo, ch'io mi racordarò di quello che lui mi ha pregato per una sua lettera, alla quale non respondo perché non ho tempo per adesso, ma lo ringratio.
[5] Di quelli mei sagli e berette che me scrive V. S. la ne facci pur quello che gli piace. De Turlone, a me pare ch'el si debba tenere, perché è bello: e chi lo donasse ad un cacciatore, essendo tristo, gli farebbe poco presente. Ho hauta la lettera del M.ro del horloglio, e con quella mi governarò quando haverò l'horloglio. [6] Delle misuratione, e delli nostri fittadri, non dico a V. S. altro, perché so che la non manca. Non mi piaceria già né anco ch'el non si facesse bona cera a quelli che vengono lì, e tanto più alli amici, come è il Castellano, e Petro Iacomo, del quale V. S. deve far caso, perché è persona da servirsene.
[7] Del breve per le terre de Casatico, vederò mo' di farlo fare. Circa quelle terre che sono obligate al priore di Marcheria, Bertholameo Racordato credo esso ancor ne habbia qualche informatione, sì che V. S. potrà parlarne con lui: che io per me non mi racordo de altro. [8] Quelli sei ducati ch'io ordinai l'altro dì che V. S. facesse dare al prior per quello S.r Petro Caiettano, sono per certe camise ch'el priore gli faceva fare. V. S. li faccia dire che sono per quello.
[9] De quella gratia che voria quel frate io lo dirò un dì al PP. e vederò che lo faccia. De la cosa de Ghirardo nostro, io ho haute due sue lettere alle quale non ho risposto, con animo di fare p.a qualche cosa, ma non ho hauto tempo. [10] E perché le cose de la guerra non sono né anco andate così gagliarde che sia stato necessario molta prestezza, pur farò quello potrò. Non so già s'el PP. se risolverà de commettere così absolutamente ch'el sia messo alla possessione senza che si veghino in qualche parte le ragion sue; pur io non mancherò. [11] Io gli responderò bene, ma V. S. li faccia pur intendere questo per adesso, perch'io non posso tanto scrivere, e qualche volta sono meggio matto.
[12] Circa la nostra Anna un poco indisposta con quelli sogni melancholici, V. S. li faccia quelli rimedij che paiono a li medici; et essendo così iudicio di m.ro Battista, il quale per amore, e per doctrina non pò errore, son contento che la si riduca a ber vino: ma per amor de Dio tanto inacquato che sia acqua vinata al men per qualche mesi ancora, perché questo non oppinione mia, ma de chi sa più assai.
Perché io sono meggio straccho, farò fine racomandandomi a V. S. et a tutti li nostri.
In Roma, alli XXIIIJ di VIIJ.bre MDXXJ.
Di V. S.
Ob. Fi.
Bal. Castiglione

[13] V. S. serà contenta far dare a m. Hercule nostro una mia violetta ch'è lì nel mio camerino, secondo che lui ge la dimanderà. E perché V. S. me scrive di quelli mei sagli, serà pur bene che la mi mandi quelli dui negri, s'ella haverà oportunità de messo, ch'io gli darò a questi mei servitori, delli quali (per Dio gratia) io sono assai ben fornito, il che non fui mai più in vita mia. [14] Et ancor me piacerà haver quello altro de mischio, che me ne servirò al medesimo effetto. E così se vi fosse qualche mio giuppone di raso, che pur mi sparariano tutti denari. Quelle berette, e tali cose, non le voglio già.
[15] Io ho bonissima famiglia, e quieta, et honorevole, e di quelli che se partirno meco da casa, non ne ho pur uno, excetto Gio. Martino. Credo bene che se ve ne fosse pur uno, che guastarebbe tutti questi, che in vero sono tutti boni. E tra gli altri, ho dui gentili putti, e discreti, e di bono ingegno li quali spero che si faranno homini da bene.
[16] A V. S. di novo mi raco.do.

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A la molto mag.ca mad.a mia Matre hon. Mad.a Aluysa Gonzaga da ‹Castiglio›ne


Missiva autografa. Bergamo (BG), Civica Biblioteca Angelo Mai, Sezione Manoscritti, 67 R 5.