708. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 23 ottobre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Heri che fu alli XXIJ del presente hebbi molte lettere di V. Ex.tia, le quali aspettavo con molto desiderio, perché le ult.e ch'io havevo erano de XIIIJ. Quelle de hieri forno de VJ, de XV, e de XVIJ. [2] A quelle di VJ dove V. Ex.tia me avisava de quanto haveva fatto intendere Sedunensis alli S.ri venitiani del transito suo non occorre dire altro per esser hormai passato di molti dì quello aviso. Circa le proclame fatte per il proveditore di Asola, l'ho fatto intendere a Nostro S.re. Sua S.tà lauda quello che V. Ex.tia a l'incontro ha fatto per loro nella prataria di Caneto.
[3] Del cavallo per il S.r M. Gio. Matt.o, io penso che il Turchetto che V. Ex.tia mi scrive, li debba esser grat.mo essendo tale come quella mi avisa, massimamente, havendo andare che Sua S. lo possi cavalchare, ciò è bon passo, e non sia focoso. [4] Ma acciò che V. Ex.tia intenda, M. Gio. Matt.o non sa cosa alcuna di questo cavallo, né mi ha ricercato né pur acennato questo; e questo è stato mio mottivo, acciò che V. Ex.tia faccia questa dimostratione a quel gentilhomo, che merita esser da lei tenuto per amorevole servitore et amico. [5] E così mi parerà bene dargelo ch'el non ne sappia niente; guarnito di quel modo che V. Ex.tia iudicherà ch'el stia bene.
[6] Se mi serà condotto paggio alcuno, mandaròllo a V. Ex.tia secondo che la mi comanda.
[7] A quanto V. Ex.tia mi scrive circa la cosa del S. D. Iohanne per cunto de la Concordia, io ho fatto intendere il tutto a Nostro S.re. Sua S.tà ha hauto fastidio assai di questa replica fatta a V. Ex.tia dal S.r D. Ant.o, et hami detto ch'io scriva a quella che la tenghi pur la Concordia come la tiene, e solliciti ch'el homo suo vaddi presto alla corte, e ne aspetti la risposta, e secondo quella se governi. [8] E fra tanto ch'io non debba dare quella lettera al S. D. Io., né parlargli altramente sop.a questa materia, perché lo cognosce un poco troppo deliberato nelle sue fantasie. E così farò, non havendo altro in contrario da V. Ex.tia.
[9] L'altro giorno a Sua S.tà non piacque ch'io li parlassi de la cosa del Co. Federico da Gambara, dicendomi che presto le cose pigliariano verso che si potrebbe parlarne più gagliardamente. E Sua S.tà mostrami haver desiderio de aiuttare il prefato Conte. Piacemi molto che quello sinistro che è accaduto al corriero de Spagna, sia stato sul teritorio della Mirandula, e non della Concordia.
[10] Io non manco de sollicitare il quartiero e spero pur che presto l'haveremo. Sonomi ancor risoluto de mandare la corona, e così la mando qui in una scatoletta, annexa a queste mie lettere; credo che V. Ex.tia ne serà satisfatta. [11] Ho ancor in questo punto ricevute le lettere di quella di XVIIJ e XIX, circa le quali sforceròmi hoggi de satisfare con Nostro S.re di quanto la mi comanda, et avisaròlla del tutto. Son ben certo che Sua S.tà haverà char.mo intendere che svizeri se acostino. Nostro S.r Dio faccia che le cose succedino come V. Ex.tia desidera. [12] Io non ho altro che scrivere in risposta a quella, e di novo non so che mi avisarli, se non che il papa fa provisione de danari gagliardamente. Car.li farànnosi credo a questo Natale, ma non in tanta quantità come forsi altri estima.
Altro non dirò a V. Ex.tia, se non che a quella basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XXIIJ di VIIJ.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Devoto Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio il S.r Marchese di ‹Mantua› de la S. R. E. ‹Cap.no gen›erale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 314-315 .