701. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 15 ottobre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Ho recevuto la lettera di V. Ex.tia de X del presente la quale io aspettava con con grandissimo desiderio, attento che Nostro S.re esso ancor non havea lettere, se non de vij, e Sua S.tà per essere le cose in tal termine e così strette, come sono, sta molto suspeso con molta anxietà de animo: e se possibili fosse vorrebbe ognihor sapere ciò che se fa. [2] Le lettere che hebbe Sua S.tà erano ben de la medesima continentia di quelle di V. S. Ill.ma, niente di meno nelle nostre erano qualche particularità di più, che non scrivea Mons.re R.mo lo legato, e masimamente de la concordia e pace fatta tra spagnoli e taliani. Di modo che Nostro S.re hebbe carissimo de intenderla.
[3] A Sua S.tà dispiace che li S.ri venetianj usino alcuno male termine contra V. Ex.tia e contra el stato suo, perché è molto contrario a quello che hanno promesso di fare. Pur spero che non potranno tutto quello che vorrieno, e V. Ex.tia forsi harà modo de far più che de difenderse.
[4] Circa la satisfacione de Nostro S.re verso V. Ex.tia non mi occorre replicarla, havendola tante volte detta. Dico solamente che quella deve così desiderare la vitoria, o forsi più, come Nostro S.re, perché lei più che alcuni altri ha da godere de la prosperità de Sua B.ne e circa questo non mi occorre altro.
[5] Insieme con questa lettera di V. Ex.tia de X ho recevuto ancor le sue de XVIJ e XVIIJ, et una lettera a Nostro S.re ringratiatoria de le bandere recevute de la quale non ho parlato, perché alli dì passati ne hebbi la copia da m. Statio, e la mostrai a Sua S.tà.
[6] Circa la corona, ho scritto a V. Ex.tia come Nostro S.re me ne havea data una bella de prasme, la quale ho, ma non me assicuro mandarla per questo spaccio, aciò che la non andasse in sinistro, come hanno fatto alcune altre mie lettere. Mandaròla subito che me parà de poterla mandare sicurmente. [7] Ho ancor recevuto con queste medesime lettere, un'altra di V. Ex.tia in recomandatione del Conte Federico da Gambara, e con essa una a Nostro S.re, et una al S.r D. Giohanni, sopra la medesima materia, le quali io darò hoggi, et parlerò quanto V. Ex.tia mi comanda. E del tutto li darò risposta.
[8] Scrissi alli dì passati a V. Ex.tia come Nostro S.re stava mal contento del S.r Duca di Ferara, e come in concistorio lo havea privato, e che contra Sua Ex.tia se formava il monitorio. [9] Hora Sua S.tà persevera pur in dolersene e l'altra sera mi disse ch'el Cavalier Cavriano havea pagata la ingratitudine che havea usata contra Sua S.tà de andarli ad essere inimico, e che Vostra Ex.tia se poteva mo' repigliare quello, che per amor suo gli havea dato.
Altro non mi occorre se non che a V. Ex.tia basando le mani, in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XV de Ottobre MDXXI.
De V. Ex.tia
Humile Servitor
Bald. Castiglione

Post scritt.o. Mons.re R.mo de Como ringratia molto V. Ex.tia de l'honore che l'ha fatto, e fa, a m. Gio. Fermo Triultio suo nepote. E così ge lo racomanda et hami dato la qui alligata la qual mando a V. Ex.tia.
Et io de novo li baso le manj.

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio il S.r Marchese di Mantua ‹de la S. R.›E. Cap.no generale


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 305-307 .