696. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 9 ottobre 1521

Molto Mag.ca M.a mia matre honor. [1] Ho ricevuto la lettera de V. S. de XXVIJ del passato, alla quale respondendo dico che per ancor non ho hauto el mio borriccho de raso negro; né però insin qui ne ho hauto molto disaggio […] calzoni non importa; quando ancor me venirà col saio di veluto negro e quelle fodre, l'harò molto caro. [2] De quelli formaggi, V. S. non se affatichi altrimenti, perché io sono meggio risoluto de non volerli, perché la spesa della vittura importaria troppo, e qui pur se ne trovano assai, et io non li vorrei se non per donare come cosa mia.
[3] Ho ritenuto la lettera de li quaranta nove ducati. Delle fodre V. S. facilmente potrà inten‹de›re quello che si costumi di pagare, e vederà de farmele havere: e quanto più presto, tanto s‹erà› meglio. [4] Io ho hauto da un S.r Pietro Gaiettano, sei ducati a diece giulij per ducato, li quali lui vorrebbe che fossero remessi al prior nostro da Castiglione. Prego V. S. che voglia fargeli dare, et haverne quitanza da lui.
[5] Io ho ancor hauti denari qui de m. Mario de Madama, e questi s‹ono› nove ducati e dui giulij e mezzo, quali prego V. S. che voglia fargeli dare come gli ha, ma subito fargli intendere ch'io gli ho scritto così. Della Madalena, ‹quanto› più presto V. S. troverà da espedirla, me piacerà; né bisogna che in questo la aspetti parer mio.
[6] Vorrei che V. S. intendesse dal fiozzo chi fu quel notaro che fu rogato di quello livello ch'io feci col prior di Marcharia sop.a alcune terre da Pellalocho, parmi per 70 ducati vel circa, e fu quando me bisognava dare certi denari al barba Carlo. [7] Vorrei che quello instrumento se pigliasse, e che vedessimo de liberarne da quello impazzio. E così di quell'altro de Casatico, che era con m. Iacomo de Hypp.ti, et hor serà col Ghiso. [8] Vorrei ben ancor che ‹se› ne liberassimo da gli altri: ma dico di questi dui perché sono pochi. Desidero ancor di sapere se queste benedette misurationi de Casatico sono terminate, che mi pare un'hora mill'anni intenderlo. Piaceràmi ancor intendere del mio horlogio.
[9] Scrissi alli dì passati a V. S. che volesse guardare nel mio Corteggiano, e tòrre alcune scritte che vi erano, et includerle in una lettera, e mandarmele. La prego di ‹…› a farlo. [10] Vorrei ancor che la facesse riguardare e da la polvere e dai ratti li ‹mei› libri, e la mia viola, e 'l mio ritratto, e quell'altre pitture ch'io mandai a Mantua, le quali non vorrei che stessero in camera dove fosse foco, perché il fumo non le guastasse.
[11] Io ho ordinato un confessionale per mio compatre Azzo, ma havendo perso quel memoriale non mi racordo de li nomi de' suoi figlioli, excetto che de Federico. V. S. faccia che Christoforo me lo scriva.
[12] Piacemi che Camillo habbia cominciato un poco a grecizare. So ben che quel m.ro Ieronimo ha poco in testa, e quando Camillo serà un poco più inanti, li troverò bene chi li insegnerà. V. S. me avisi come si porta Pantaleone.
Non mi occorre per hora altro che scrivere a V. S. se non che a.llei, et a tutti li nostri di core mi raco.do.
In Roma, alli IX de VIIJ.bre MDXXJ.
Se V. S. potesse haver commodità de mandarmi un sparaver da letto di tela bona, mi farebbe singular piacere perch'io ne ho bisogno assai.
Di V. S.
Ob. Fi.
Bal. Castiglione ||

A la molto mag.ca mad.a mi' Matre hon. mad.na ‹Aluysia› Gonzaga da ‹Casti›glione


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 372-373 .