695. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 8 ottobre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Venero le lettere di V. Ex.tia de XXVIIJ del passato tanto tarde ch'io cominciavo a desperarme. E perché tante cose sono passate, dopoi che forno fatte quelle, altro non me gli occorre in risposta, se non che con esse erano copie de quelle de XVIJ e XVIIJ, che se sono smarite per camino e medesimamente copia della lettera che V. Ex.tia scrivea a Nostro S.re della recevuta delle bandere. [2] E perché, benché fossero così vecchie, mi parve che fossero a proposito, le mostrai a Nostro S.re e Sua S.tà le lesse voluntieri con molte laudi e benedictioni di V. Ex.tia. [3] E quando vidde quella parte de li falconi, e delle poste di Cervia, me disse che non solamente di quelli che se pigliavano, ma de quelli ch'el havea in casa ne daria a V. Ex.tia, e gli megliori. [4] Io ne ragionarò con monsig.r R.mo Orsino, e vederò de fare a modo che quella sia satisfatta de la corona. Io ne ho fatto ogni diligentia, ma invero non mi è capitato ancor cosa che sia bellissima. [5] Ma io sapendo che a Nostro S.re ne era stata portata una bellissima da Costantinopoli li lassai leg‹g›ere quella p.a lettera che V. Ex.tia mi scrisse, mostrando di farlo per gli altri avisi; e quando Sua S.ta vidde quella parte, mi disse che mi daria quella bella sua; ma non mi è parso fin qui di racordargelo. Hora faròllo destramente, e se me ne capitasse ancor un'altra, non starò de pigliarl‹a›, se mi parerà bellissima.
[6] Ho poi ricevuto questa mattina due altre di V. ‹Ex.tia› una del penult.o del passato, l'altra del IJ.do del presente, e fatto intendere a Nostro S.re la continentia de l'una e de l'altra. [7] E Sua S.tà al solito l'ha comendata di questo come ancor de tutte l'altre sue actioni, che la ha usate in sin qui. E come che per un'altra mia ho scritto a V. Ex.tia, Nostro S.re m'havea già detto che quella era ita ad incontrare Monsig.r R.mo et Ill.mo de' Medici, la notte ch'el passò il Po. [8] Non saprei dire con quanto amore Nostro S.re parla di V. Ex.tia: quella sappia che S. S.tà cognosce el servitio che la li fa, e con la persona e col stato. E se Nostro S.re Dio vorrà che la impresa succeda bene, V. Ex.tia n'haverà tanta parte che la potrà esserne ben contenta.
[9] Son certo che Monsig.r R.mo Legato, s'el si pò accrescere, accrescerà ogni dì affectione a V. Ex.tia, perché lei si porterà di modo che Sua S. R.ma cognoscerà in presentia quello che ha cognosciuto in absentia.
[10] Qui si sta con espettatione de intendere el successo delle cose, delle quali si spera ogni bene. Altro non ho per hora che scrivere a V. Ex.tia, se non che li baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
[11] ‹N›ella cosa de m. Iacomo Malatesta non mancherò di fare quanto V. Ex.tia mi comette, ma non ho già lettere dal prefato sop.a questa materia, né anco procurator suo alcuno mi ha parlato.
Di novo a quella baso le mani.
In Roma, alli VIIJ de VIIJ.bre MDXXJ.
Non so se con questa potrò mandar il breve e la lettera allo Imperatore, per la Concordia.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
B. Castiglione ||

Al Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio il S.r Marchese de Mantua de la S. R. E. ‹Cap.no genera›le


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 298, 300 .