693. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 2 ottobre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Heri hebbi le lettere de V. Ex.tia de XXV, portate da m. Ant.o Covro, e de XXVIJ per le poste ordinarie, e subito fui a Nostro S.r e feceli intendere il bisogno circa il breve allo Imperatore, e la lettera al nuncio. [2] Sua S.tà mi ordinò ch'io stesso facessi fare e l'uno e l'altro, e dissemi haver già fatto scrivere sop.a questa medesima materia allo Imperatore, la qual cosa io non sapev‹o›. Così io procurarò più presto che mi serà possibile di mandar questo breve e la lettera a V. Ex.tia.
[3] Circa quelle de XXVIJ, Nostro S.re le vide, e piacqueli sopramodo, perché paregli che la cosa pigli verso pur de far qualche effetto bono, e cognosce che V. Ex.tia lo desidera, et è ardente al servitio di Sua S.tà. E così la lauda ‹come› tante volte ho scritto che hormai è superfluo replicarlo.
[4] Un homo del S.r Hiero‹nimo› Adorno è venuto di campo, et ha detto de comissione del prefato S.r Hiero‹nimo› al PP. che se Sua S.tà vince questa impresa, che la vincerà per Vostra Ex.tia. [5] Hora ‹che› monsig.r R.mo et Ill.mo serà in campo penso che le cose andaranno molto me‹glio› che non hanno fatto insino a mo', e credo che francesi cognosceranno ch'el PP. ha poca voglia d'acordarsi con loro. E se el tempo non si rompe, potrebbe esser che non gli reusciranno li pensieri.
[6] De la venuta de' sviceri, V. Ex.tia deve intendere el medesimo che se intende qui, dove se tiene pur per certo che venghino, e presto se vederà. [7] Io non racordarò a V. Ex.tia circa a monsig.r R.mo lo legato cosa alcuna, perché son cert.mo che la se porterà di modo che se Sua S. R.ma, è stato satisfatto in absentia, serà molto più in presentia, et havrà causa de scrivere a Nostro S.re e fargli tal relatione di lei che se possibil è acrescergli amore, Sua S.tà ge lo acrescerà.
Altro non dirò, se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli 2 de VIIJ.bre MDXXJ.
Quando Nostro S.r lesse quella parte della lettera de V. Ex.tia che dice che essendo stracorso un servitor di quella in cremonese havea trovato uno homo de cunto che gli havea detto che quanto lo exercito di V. Ex.tia andaria inanti tanto recularia quello de' francesi, disse che V. Ex.tia almeno non cerchava lei de mettergli paura come qualche altri. Et io gli dissi che la non voleva fare come quelli medici che fanno sempre le infirmità gravi, per mostrare loro de far miraculi, se guariscono gli infermi.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Baldesar Castiglione

Hoggi è stato con Salve per un grandissimo spatio in secreto quel Conte Bressanino de la Montagna de Modena il quale altre volte era tanto affecionato servitore del Neque et hora se ne dole extremamente. Non so la causa de la venuta sua qui: penso ben che la sia per diservitio del Neque benché non credo che per adesso se habia da fare movimento alcuno.

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio, il S.r Marchese di Man‹tua de la S.› R. E. Cap.no generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 290, 295, 296.