686. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 22 settembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] La lettera de V. Ex.tia di XVJ del presente ancor che fosse breve, mi diede occasione di parlare a lungo a Nostro S.re al quale mostrai una parte de quelli avisi ch'io havevo, et ancor le lettere di m. Statio.
[2] S. S.tà sta in la sua optima oppinione di V. Ex.tia, e questo lo replico spesso, perché ogni dì ne ho qualche nova causa. Li avisi come procedano le cose de' svizeri, e de Flandra, so che V. Ex.tia li intende, però non dico altro se non che il PP. è in total deliberatione se possibil serà di voler vincere, e non sparagnarà denari, né cosa alcuna per conseguir quel fine ch'el desidera.
[3] Io ho racordato a S. S.tà che V. Ex.tia è intrato tanto inanti nel odio de' francesi, che più non potrebbe esser: e però quella è obligata a pensare alle cose di V. Ex.tia, acciò che né lei né il stato suo patisca. [4] Il PP mi ha detto che non pensi ch'el sia per mancare in cosa alcuna, e che metterebbe sempre a periculo le cose sue, per salvare quelle di V. Ex.tia, e che non bisogna dubitare che lui debba mai esser d'altra voluntà, e che quella stij sicurissima, e seguiti il modo che ha incominciato, che la cognoscerà ch'el non ha altro figliolo al mondo che lei. Quello che habbia da succedere, Dio lo sa.
Io non ho altro che scrivere a V. Ex.tia, se non che le baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXIJ de VIJ.bre MDXXJ.
L'humil Servitor de V. S. Ill.ma
Baldesar Castiglione ||

Al Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio, il S.r Marchese de ‹Mantua› de la S. R. E. ‹Cap.no ge›nerale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, c. 279.