685. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 20 settembre 1521

Molto Mag.ca Mad.na mia matre honor. [1] Responderò con questa sola a due di V. S. una de 5 l'altra de XV. Piacemi che le mie lettere siano capitate; di quella de m.a Margeritta dubitavo, perché S. S. mi havea rescritto, sollicitandomi a dargli risposta, et io già l'havevo data. [2] Di quel breve che a va a Verona, so che V. S. non l'ha hauto, e non l'haverà, perché tutte le nostre lettere che vengono a Mantua vanno prima in campo, et io sono avisato di là che quelle che forno mandate per quella posta, sono state intercette da' francesi: sì che quelle le lasseremo andare.
[3] Piacemi che V. S. sia stata a Balchonzello e Casatico, et habbia menati li nostri puttini a sollazzo. Del bevere delle grespie a Mantua, non so quello che serà: bisognerà governarsi secondo che seranno le occasioni de' tempi. [4] Desidero ben che quelle mesurationi de Casatico siano terminate una volta, e secondo il dovere: però V. S. di gratia faccia sollicitare questa pratticha. Circa la mutation di quella casa de' lavorenti, per questa invernata se pò lassarla così; poi se a Dio piacerà, la vederò una volta, e faràssene quello che serà meglio.
[5] Circa li nostri debiti, quanti più se ne paghano tanto più me piace. Vero è ch'io vorrei che quello de m. Alessio non se scordasse, perch'el importa. Del procurare d'havere qualche esemptioni, io gli ho pensato, e designatoli: ma per dire il vero a V. S. pareami che fosse possibile che questi mei Signori mi volessero ricognoscere di qualche cosa, benché io non sono mai per dimandar cosa alcuna, ma sono satisfattissimo della gratia de loro Ex.tie. [6] Pur se mi havessero dato, o dessero, io non rifutarei, e parmi quasi che queste exemptioni non mi possino manchare. Pur vederemo secondo che andaranno le cose, e ne governaremo al meglio che sapremo.
[7] Vero è che essendo le guerre così vicine come sono, serà bene che V. S. faccia condurre dentro le cose, ciò è vino e grano, benché spero che le cose andranno di modo che non vi serà periculo. [8] Circa il breve de la chiesa de Casatico, Hercule m'ha scritto che sono 140 biolche a 13 ducati la biolcha ma non mi scrive per quanto se allivellano la biolcha, ciò è un ducato la biolcha, o mezzo, o tanto, o quanto, e questo bisogna sapere. Ge lo ho scritto: non mi risponde. Io non ho altro che scrivere a V. S. se non che a.llei sempre mi raco.do, et a tutti li nostri.
[9] A quest'hora l'haverà hauta un'altra mia nella quale gli scrivo, alcune cose mie ch'io vorrei, ciò è de mei panni e fodre, e cose da mangiare. Penso inanti che sia l'inverno grande, mandare uno a Mantua, per condurre in qua quelli tre cavalli che sono lì, per servirmene, bisognandomi come fa ogni dì, e queste altre cose che ho dette.
[10] Pur se fra tanto a V. S. venisse commodità, mandarme quello zachetto di raso, la mi faria gran piacere.
Altro non mi occorre che dire, se non che di novo a.llei mi raco.do, racordandogli quella cosa de Gio. Martino quando Petro Iacomo serà in esser.
In Roma, alli XX de VIJ.bre MDXXJ.
Ho pur desiderio d'havere quello benedetto horlogio: s'el si pò, V. S. faccia un poco vedere quel che se ne ha da sperare. Vorrei ancor che la togliesse quelle scritture che sono nel mio Cortegiano che venne da Ferrara, e me le includesse in una lettera, e me le mandasse, racomandando la lettera a m. Gio. Ia. Calandra, acciò che la venisse fidatamente: perch'io desidero molto havere quelle scritture. V. S. faccia ancor veder la mia viola, e quelli dui quadri de pittura ch'io mandai: che la polvere non li guasti.
Di V. S.
Ob. Fi.
B. Castiglion
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A la molto mag.ca m.a mia Matre hon. Mad.a Aluysia ‹Gonzaga› da Castiglione


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 367-368 .