682. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 16 settembre 1521

Molto Mag.ca Mad. mia matre. [1] Ho ricevuta la lettera de V. S. del secondo del presente, et con quella n'hebbi una del Tirabosco de 3 che mi consolò un poco, perch'el mi scrivea che havea haute mie lettere, con le quali ne era una a Gio. M.a dalla Porta, che penso fosse quella con la quale era un breve, ch'io dubitavo molto che fosse andata in sinistro. [2] Et il medesimo dubito d'alchune lettere ch'io scrissi a Mad. Margeritta Cantelma, delle quali tante volte ho scritto; pur potrebbono esser con questo plico con il quale erano quelle de Gio. M.a. Harò molto caro intenderlo.
[3] Ho piacere assai che V. S. habbia pagati quelli debiti che la mi scrive, e serei contento sapere quanto era il debito, ciò è quanti denari. Io ancor ho pagato un debito che havevo qui de cento ducati, più de 5 anni sono, al banco de' Ghisi. E sònomi in questo servito della mia Novillara, che pur ne ho hauto 82 ducati: il resto ho pagato delli mei. [4] Me ne resta un altro pur de cento, il quale vorrei pagare a questo natale, se li nostri fittadri vorranno esser tanto da bene che facciano el debito suo. [5] Et occorreràmmi ancor un'altra spesa d‹e› cento ducati, che è lo espedire le bolle de quella mia pensione de li 190 ducati de Ca‹sa›tico perché voglio pur assicurarmi più che posso di quella cosa. De quelle misure de Casatico V. S. di gratia, faccia che una volta se termini questa novella, e facciassi il dovere per l'una parte e l'altra.
[6] Le cose della guerra difficil è iudicare che exito pigliaranno: pur io spero bono. Il che se piacerà a Dio, il S.r marchese nostro Ill.mo vegnirà a Roma subito credo, nel qual tempo serà bene ch'io me gli trovi. Ritornandosi Sua Ex.tia a Mantua, penserei fargli compagnia, se ben poi dovessi tornare a Roma. [7] Pur se questo non fosse, vorrei in ogni modo venire a dare una volta a casa, ma non posso terminar questo, fin che non si vegga il fine di quello. Ma perché a V. S. potrebbe venire commodità di quello ch'io voglio dire, prima che sia quel tempo, vederò de avisargelo.
[8] Io vorrei quest'anno haver qui parecchie pezze de formaggio duro, delle più belle, ciò è grande, e megliori, che se trovassino là nelle bande nostre; e così una bona quantità de belli salami. E tutto questo da donare qui a molti S.ri a' quali io ho obligatione. [9] Li formaggi, bisognerà comprarli, li salami, V. S. me ne mandarà delli soi. Vorrei che m.a Polisenna lei ancor me ne desse, e m.a Franc.a, se bene V. S. li dovesse donar dui porci da far in tal opera. Vorrei che la Brogna me ne donasse anche lei, perché intendo che li fa bonissimi. [10] Bisognerà per questa cosa dui muli, perché quelli formaggi vorrei che fossero grandi e belli. V. S. circa questo me responderà, et io gli rescriverò un'altra volta. Vorrei ancor che più presto che la pò, la mi mandasse quello mio zachetto de raso negro fodrato. [11] Non so se vi siano calzoni: se vi sono li vorrei, perché il tempo comincia ad essere, e così quel saio de veluto negro, con le maniche crespe; ma bisogneria che fosse concio de modo che non se guastasse, e così quelle due fodre, perché non si essendo vendute, serà pur ben honorarmene in questo loco. [12] Ma el zacchetto lo vorrei prima, e quello è ancor più commodo da portare; pur V. S. pò fare che Christoforo Tirabosco, ne parli con qualche mercatante, e vedere che via ce serà de mandarmeli. Circa questo non mi occorre dire altro.
[13] Io son (Dio gratia) sano, che non è poco. V. S. cerchi de conservarsi medesimamente, finché Dio vole. Io ho voglia di sapere una cosa de poco momento, qual è se V. S. ha mai assettata quella novella con Bertarino da Pelalocho, di che el mi parlò non so quante volte. [14] Et un'altra: se mai più è stato fatto motto de comprare quella casa, lì drieto noi de li Beneveni, che pur io sto con animo che serebbe bene haverla: che in ogni modo la nostra casa, con quella si potrebbe far bona.
Io non dirò per hora altro, se non che a V. S. mi raco.do, et a tutti li nostri, et baso li nostri tosetti.
In Roma, alli XVJ di 7.bre MDXXJ.
Di V. S.
Ob. Fi.
Bal. Castiglione ||

Post scripta. V. S. harà qui alligate certe lettere de Iacomo S. Secondo che vanno ad un suo cugnato, et ad un m.ro de suo figliolo. Vorrei che V. S. facesse dare a quel frate maestro de suo figliolo dui ducati d'oro larghi, per tanti ch'io ne ho hauti qui da Iacomo, e poi darmene aviso.
Et a.llei di novo mi racomando, pregandola ancor a fare guardare un poco la mia viola, che lì non li faciano dentro il nido li ratti.
El medesimo Figl.

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A la molto mag.ca mad.a mia matre hon., mad.na Aluysia Gonzaga da ‹Castiglio›ne


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 363-365 .