677. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 14 settembre 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Hebbi le lettere de V. Ex.tia portate dal homo del Ill.tre S.r Ludovico per le cose della Concordia. Ho fatto tutto quello che mi è parso necessario in tal materia, e Nostro S.re gli è dispostissimo, come è stato sempre.
[2] Per ancor non si è parlato al S.r D. Giohanni: questa mattina si è dato ordine che m. Gio. Matt.o, insieme con l'homo del S.re Ludovico, li parli da parte del PP. V. Ex.tia intenderà la risposta. [3] Hebbi ancor l'altra di quella de VJ del presente, dove la mi avisa la captura de quello gentilhomo de monsig.r de Lautrech che era entrato in Parma a confortare l'Escu che se tenesse otto dì, e medesimamente me avisa de l'altra batteria che si facea, e l'ordine per dare la battaglia da più canti.
[4] Ho ancor ricevuta l'altra de VIIJ dove la mi avisa la retirata de' francesi de la metà della terra, et l'ordine ch'ella havea preso acciò che non se ne potessero fugire li inimici. La continentia di tutte è stato grato intendere a Nostro S.re e non acasca dire altro, se non che V. Ex.tia ne raporta molta comendatione.
[5] In questo punto ho ricevuto le sue di vij dove la mi avisa pur la speranza de fare qualche bon effetto, e quelle de IX dove la mi avisa la retirata del campo suo da Parma, insieme con alcune de m. Statio, e de m. Mario. [6] Il che mi è stato char.mo intendere di quel modo che ho inteso: che ancor che Nostro S.re dui dì sono habbia intesa questa cosa, e gli sia dispiacciuta sommamente, né di questo habbia dato colpa alcuna a V. Ex.tia, niente di meno me piace molto havere haute queste lettere, le quali hoggi mostrerò a S. S.tà e son certo che gli piacerà che V. Ex.tia sia stata di quel parere. [7] E non sono ancor dui dì che parlando S. S.tà di lei, mi disse: "E non passerà un anno o dui, ch'el S.r Marchese ne saprà più che gli vecchi, per quanto vedemo in sin qui".
[8] Hora, circa questo scriverò più diffusamente a V. Ex.tia, quando haverò mostrate queste lettere a Nostro S.re. Questo solo dìcoli che questa retirata è despiaciuta estremamente a S. S.tà et hane fatto scrivere al Comissario dolendosi molto. Non credo che ad altro n'habbi fatto scrivere, ma il proverbio dice: "Io dico a te figliola perché tu intendi nora".
[9] Certo è ch'el PP. è mal satisfatto de alcuni de li principali che sono in campo, e di V. Ex.tia benissimo satisfatto. Nostro S.re Dio conceda che il successo de la impresa sia più felice, che non ha dimostrato questo mottivo.
[10] Il PP. tiene per certo d'havere prestissimo un bon numero de sviceri: il che essendo, ogni modo la vittoria è nostra, tanto più che le cose del Imperatore succedeno felicemente contra Franza, e però Nostro S.r vorrebbe pur esso ancor che dal canto di qua non paresse che fosse la dapochagine, spendendo S. S.tà tanto quanto fa.
[11] V. Ex.tia faccia scrivere spesso, acciò ch'el PP. almen sappia non solamente le cose come vanno, ma ancor le cause perché vanno così.
Io non dirò per hora altro se non che a V. Ex.tia baso le mani et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XIIIJ de vij.bre MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Servitor Fidele
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio il S.r Marchese di Mantua de la S. R. E. ‹Cap.no gener›ale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 273-274 .