670. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 30 agosto 1521

Molto Mag.ca M.a mia matre honor. [1] Ho ricevuta la lettera de V. S. de XXIIJ del presente, e m. Gio. Iacomo me scrive che la stava molto anxia per non haver mie lettere. È vero ch'io ho pur scritto una volta senza scrivere a V. S. ma ho ancor scritto, senza havere a che respondere; e penso che a quest'hora l'haverà haute le mie, tutte: però non dirò altro.
[2] Ho haute le lettere de cambio per 122 ducati d'oro larghi, e 14 ne ho hauti qui. M. Zo. Iacomo me scrive che mi farà remettere li altri fin alla somma de 200 ciò è de quelli nostri da Mantua a 93 soldi per ducato, della provision mia. [3] È vero che quando sono stati questi movimenti e ch'el S.r nostro Ill.mo mi ha dato la compagnia, con quella mi ha ordinato seicento ducati da Mantua credo de provisione. [4] Essendosi poi terminato ch'io restasse a Roma, io feci intendere che 600 erano pochi per stare in Roma: e però mi scrisse m. Gio. Iacomo ch'el S.r e mad.a per il conto d'esser ambasciatore me ne deputavano altri 600 che sono 1200, et che se quelli non mi pareano bastare, che me ne dariano più. [5] Io risposi che questi mi bastariano, e così mi sforcerò de fare che bastino, ma non lo scrissi a V. S. pensandomi che m. Gio. Iacomo potesse havergelo fatto intendere: ancor acciò che se altri lo sapevano a Mantua, non manchasse chi o per invidia, o per altro cunto potesse baiare e dirne male. La cosa così.
[6] Piacemi ch'el Co. Marcantonio se contenti di quel cavallo: Nostro S.re Dio ge lo lassi ben godere. Credo che V. S. a quest'hora habbia hauto una mia di quello ch'io ho operato per lui sop.a le cose de Monte Chiarugolo.
[7] Circa il breve per la possessione della chiesa de Casatico molti dì sono ch'io ho scritto a m. Hercule nostro, che bisogna sapere quante biolche sono, e per quanto se allivellano la biolcha, che altramente non si pò fare. Non mi ha mai risposto, né io ho mai inteso di quello examine de quelli denari che hebbe il Peruzino da me, né del mio horlogio.
[8] Io sto sano (Dio gratia) e prego Nostro S.r Dio che mantenga V. S. e li nostri puttini.
A quella sempre mi raco.do.
In Roma, alli XXX d'agosto MDXXJ.
V. S. mi avisa se ha hauto alcune mie che andavano a Gio. M.a da la Porta. Io ho qui Gio. Mart.no, il quale mi serve bene, et io vorrei remunerarlo. Però prego V. S. che voglia stringere Petro Iacomo Cantalupo nostro, a pensar qualche officio che fosse in questo proposito, et avisarmene, ch'io credo pur che adesso non mi negharanno una tal cosa, e V. S. gli ne faccia la magior instantia che la pò, ch'io lo desidero molto.
Di V. S.
Ob. Figlio.
B. Castiglione ||

A la molto mag.ca mad.a mia Matre honor. mad.na ‹Aluysia› Gonzaga da ‹Casti›glione


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 359.