668. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 30 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Penso che V. Ex.tia harà a quest'hora haute le mie lettere de XXVIIJ: io questa mattina ho hauto lettere de m. Statio de XXVJ con certi avisi replicati, per esser andato in sinistro un cavallaro, come ancor qui se è inteso. [2] Circa questo non mi occorre dir altro se non che Nostro S.re sta in continua espettatione che Parma si batta, o che la sia presa, perché pare a S. S.tà che lo exercito suo sia tanto superiore de lo inimico, che la raggion vorrebbe che si sentisse qualche cosa segnalata.
[3] Io S.r mio so molto bene le difficultati che occorr‹en›o in simil cose, e che è bello il star da lontano, e dire che se dovrebbono fare li miraculi; pur la cosa sta così. [4] So ben certo che V. Ex.tia non manca dal canto suo, pur per troppa servitù, gli dico, che per essere lei in quella etate che è, e per esser gran S.re e questa la p.a impresa, li pareri soi, e le sententie delli raggionamenti nelli consigli, deveno sempre tirare al gagliardo, et al voler combattere. [5] Et ancor dove occorre, mostrarne qualche effetto, essendovi max.e il S.r Prospero al quale per la età si conviene lo andar maturamente, e temperare l'animosità de V. Ex.tia: che in quel modo si fa bona mistura.
[6] S.r mio ognun cerca de honorarsi presso li patroni, e non è Cap.no in campo che non habbia qui, o fratello, o parente, o amico che habbia adito col PP., et ognun scrive quello che si crede che habbia ad esser referito al PP., con honor suo. [7] Però V. Ex.tia, se degni qualche volta farmi scrivere de soi pareri, e quello che la estima, e che la spera de la impresa, e se a.llei pare che la terra si batta o no, e quello che la iudica, e se qualche cosa li fosse piacciuta più che quello che si è fatto. E so ben che non li manchano persone experte che li racordano quello che bisogna, di modo che la pò fare questo effetto. [8] Li avisi che V. Ex.tia mi manda, piaceno ben al PP. de intendere li movimenti de' venetiani, e de' francesi. Pur essendo le cose nelli termini che sono, desiderarebbe intendere ciò che si fa in Parma, et intorno a Parma, e ciò che se delibera; se quella, se dignarà farmene intendere, io gli ne farò più honore, che mi serà possibile.
[9] M. Gio. Matt.o non ha scritto a V. Ex.tia, perché Nostro S.re gli ha comandato che ritorni a parlare al S.r D. Giohanni, per veder pur de rimoverlo: che invero S. S.tà sta con tanto fastidio di questa cosa, quanto dir si possa al mondo, per el fastidio ch'el vede che V. Ex.tia ne ha. Ma io credo ch'el no 'l removerà mai.
Altro non mi occorre che dire, se non che a quella baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXX d'agosto MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r et patron mio il S.r Marchese di Mantua de la S. R. E. ‹Capitaneo› generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 264-265 .