664. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Heri hebbi una de V. Ex.tia de XVIIJ del presente et insieme con essa diversi avisi de li quali me sono servito con N. S.re secondo il bisogno. S. S.tà resta tanto satisfatta di lei, quanto io non posso exprimere. [2] Et hoggi parlando con quella e mostrandoli la lettera de m. Statio, pur de XVIIJ ne la quale me avisa de una grossa scharamuccia fatta a li muri de Parma, me disse che se cognosceva tanto obligata a V. Ex.tia che non sapea come poter pagare questi oblighi: ma che si N. S.re Dio li lassava la vita, si sforzarebbe di far di modo, che tutto il mondo cognosceria che l'haveva per figliolo, e che ogni dì più se trovava contenta di quello che haveva fatto, a confusione di quellj che non volevano.
[3] Io resposi a S. B.ne quello che me parve in proposito, il che non replico. Dico solamente che spero vedere V. Ex.tia tanto beneficata da Papa Leone, quanto io habbia mai veduto sig.re alcuno beneficato d'alcuno pp.
[4] Dal canto de qua non posso io dare nova a V. Ex.tia perché hormai tutte se aspettano da lei. Et il papa sta de bonissimo animo, e se ripromette certa vitoria misurando le forze del suo exercito, con quelle dello inimico: et Sua S.tà cognosce che V. Ex.tia non ha bisogno de stimulo che lo solicitj, perché la sua propria virtù e desiderio de servire S. S.tà la solicita assaj. [5] Presto, se aspetta de intendere qualche nova importante, e che lo exercito de V. Ex.tia habbia fatto qualche honorevole fatione. Fra tanto quella si degni farme scrivere spesso, perché N. S.re non ha magiur piacere, che intendere nova del campo e le grandj e le picole. [6] Et legendolj io hoggi la lettera de m. Statio di quella scharamuccia, ne ha mostrato singulare piacere, tanto più, che da li soi non haveva aviso alcuno.
[7] Ho ancor letto a S. B.ne molti de gli avisi venuti da Mantua, e da Venetia, qualj ha intesi voluntieri, et ridesi di quelli che dicono ch'el non haverà il modo de mantenere la guerra benché speri finirla presto, e tiene per certo ch'el Re de Angliterra debbia essere seco, et con Cesare, et ha ancora optima opinione che li sig.ri venetiani non debbino essere troppo gagliardi amicj de' francesi. [8] Altro non me occorre scrivere a V. Ex.tia se non replicarlj che la è infinitamente in gratia del papa et si Nostro S.r Dio fa succedere questa impresa bene, come se disidera e spera, io vegho quella patrona de Roma et del papato e d'ogni cosa.
[9] A quella baso le mani humilmente et in bona gratia me racomando.
In Roma, a li XXIIJ de agosto MDXXI.
[10] Mons.re R.mo Cibo me ha più volte pregato ch'io racomandi a V. Ex.tia lo Ill.tre S.re Lorenzo suo fratello, che quella si degni operarlo, et darli de' carghi, e de le fatiche, acioché il possa mostrare a N. S.re et lei che gli è servitore. [11] Io ho detto a S. S. R.ma haverlo fatto, la quale me ha replicato ch'io voglia farlo di novo. E dicendogli io che non bisognava, me ha detto che pur bisogna, perché il prefato S.re suo fratello, non è admesso ne' consegli, et acenna che sia tenuto poco cunto di lui. [12] Ho voluto scriverne a V. Ex.tia acioché quella sappia il desiderio de Mons.re R.mo il quale gli è tanto affetionato che merita essere compiaciuto da lei in ogni cosa che la possa.
[13] A quella di novo baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
Data come nelle lettere.
[14] Havendo scritto heri a V. Ex.tia le qui aligate le ritenni perché her sera non se expedì la posta. Però ho voluto scrivere a quella come N. S.re questa matina dopo la messa in castello benedì le bandere et el bastone del capitaniato de la Chiesia, che s'hanno da mandare a V. Ex.tia. M. Iacomo da Gambaro li portarà a quella: sonno bellissime, et N. S.re spera che debbiano essere felici et vitoriose, il che Dio conceda.
[15] Altro di novo non c'è, se non la continua espetatione de li progressi del campo: et adesso per tutta Roma non si parla d'altro che de la scharamuccia scrittami da m. Statio. Heri fu concistorio e li R.mi Grassis et Flisco dimandorno di gratia a N. S.re Pandolfo da la Mirandola, et S. S.tà lo concesse. Me ordinò ch'io facesse che m. Giomatt.o facesse liberarlo e così questa matina ho fatto, benché per ancora non credo che sia uscito.
Di novo baso le manj de V. Ex.tia et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, a li XXIIIJ de agosto MDXXI.
El Servitor Fidel
de V. Ex.tia
B. C.

Al Ill.mo et Ex.mo S.re e Patrone mio il S.re Marchese de Mantua de la S. R. E. Capit.o ‹Generale›


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 256-259 .