660. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 20 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Heri che fu alli XVIIJ di questo hebbi lettere de V. Ex.tia de XIJ e de XIIJ, le quali io desideravo molto, perché Nostro S.re sempre che mi vede, me adimanda s'io ho lettere, e mostra gran piacere intendere nove del campo, e di V. Ex.tia della quale non si sacia de dire bene, e laudarla sommamente, con dire che se gli sente molto obligato, e che la se porta di modo che quelli che prima dicevano che S. S.tà havea mal pensato dando un cargo de tanta importantia ad un giovane, cognoscono adesso che lui ha ben pensato, e visto quello che essi come ignoranti non vedevano. [2] E questi ragionamenti, e molti altri in questo proposito replica S. S.tà ogni volta che gli ‹vie›ne a proposito.
[3] Dico adonque che fui a quella e gli comunicai quella parte delli avisi che mi parvero a proposito, così da Venetia, come quelli delli lanzcheneche, e del campo. [4] Il che fu grat.mo a S. S.tà de intendere, benché della captura del Capino e della instantia fatta da m.a Ill.ma alli rectori di Verona, et ancor della risposta, Sua B.ne l'haveva inteso, e dìttomelo. [5] Hora de punto in punto sta in espettatione de intendere che questi lanzcheneche siano passati: e pargli come questo sia, che la impresa sia vinta, il che Nostro S.r Dio conceda.
[6] Delli svizeri S. S.tà ha pur aviso dal homo suo che è là che non ne veniranno più de quelli che vi sono e che quelli seranno revocati. Ha ancor S. S.tà aviso ch'el re d'Angliterra se dichiarerà amico del Imperatore e suo, contra Franza. [7] E così ha promisso el Car.le d'Angliterra, il quale ha mostrato al homo del PP. lì, lettere de' francesi tutte piene de bugie: e tra l'altre cose hanno scritto là, che hanno nel campo suo contra el PP. trentaquattro milia fanti, e ch'el exercito nostro se retira continuamente, e che loro sperano che non passerà XX dì che seranno a Napoli, et altre baie di questa sorte. [8] Nostro S.re sta molto mal contento de monsig.r de Lautrech per le indiscrete parole ch'el usa di Sua B.ne et havendoli io fatto intendere el modo ch'el tenne con quello che portava il collaro del ordine de V. Ex.tia al X.mo, mi disse che quella se piacea a Dio presto harebbe modo de pagharli questo e molti altri despiaceri che gli havea fatti.
[9] Altre nove di qua non posso io scrivere a V. Ex.tia perché quasi tutte le nove se aspettano di là. Questo è che per le lettere de Flandra se intende che le cose dello Imperatore procedeno gagliardissime, e che a quest'hora di certo lo exercito imperiale deve esser in Franza, e che il X.mo ha disoluto el suo exercito e spartitolo per alcune terre. Di questo ce sono lettere: ma queste io non le ho viste.
[10] Circa la cosa del dare la ubidientia, con quella spesa che gli occorre alli m.ri delle cerimonie, Nostro S.re dice che V. Ex.tia aspetti a farlo finché sia fornita l'impresa: che lei stessa venirà poi in persona a far questo officio, che altro bisogno di queste cerimonie non vi è per hora.
[11] Qui si tenea per certo ch'el R.mo Colonna dovesse venire legato a questa impresa, pur non se ne parla per hora così resolutamente come si facea l'altro giorno. S. S. R.ma mi ha pregato ch'io in nome suo supp.ci V. Ex.tia che la se degni pigliare a servitij soi un figliolo de un suo fratello, il quale io intendo ch'è molto valente e discreto. [12] Io gli ho detto sapere certo che quella è caricha de gentilhomini, tanto che la non pò portarne più: pur che non restarò di fare l'ambasciata. Quella se dignarà farmi intendere ciò che la vole ch'io li risponda.
[13] Il Co. Carlo da Marciano basa le mani de V. Ex.tia, della voluntà che la tiene de accettarlo a soi servitij, et hami per più vie fatto chiarire ch'el D.ca Lorenzo gli dava 300 ducati d'oro. [14] E lui dice che essendo gentilhomo come è, e non facendo questo mestiero per altro che per honore, estima che V. Ex.tia lo teneria in mal cunto e lo estimaria poco, quando la vedesse che lui stesso si contentasse de abbassarsi di grado, benché il servire V. Ex.tia in qual modo si voglia, non li potesse esser mai altro che grand.mo honore. Pur mi ha pregato ch'io faccia intendere questo a V. Ex.tia.
[15] M. Fabritio Signorello fra tre o quattro dì se metterà in via per venire da quella, e condurà questa parte della mia compagnia ch'io ho fatta qui, che seranno credo XIX homini d'arme. Io gli ho offerta la mia insegna: parmi ch'el non se ne contenta, e pur delibera de venire da V. Ex.tia, e spera de servirla di modo che la debba vederlo voluntieri. Se sop.a il Co. Carlo gli occorrerà dirmi alcuna cosa, la se degnerà farmelo intendere.
[16] El Car.le Orsino ha un suo nipote di età de XIIJ anni, il quale secondo che me dice S. S. R.ma, è bello, e disposto e cavalca bene, e vorrebbe che V. Ex.tia li facesse gratia di accettarlo per paggio. [17] E così mi ha stretto assai ch'io ne supp.ci a quella de parte sua, et hammi detto che senza aspettarne altra risposta, lui lo farà mettere ad ordine e lo inviarà a V. Ex.tia. Certo è ch'el Car.le è un bon S.re e merta esser compiaciuto da quella.
[18] A me non occorre altro che scrivere. Nostro S.re lauda che V. Ex.tia procuri di essere avisata da Venetia continuamente, e li piace che la se intertenga in generale et in particulare con quelli S.ri.
[19] Circa la cosa della Concordia, non dirò altro, havendone scritto abastanza per altre mie. Il PP. ne sta con fastidio, dubitando che V. Ex.tia non ne habbia despiacere; pur li serebbe caro che questo S. D. Giohanni fosse contento. Se a quella parerà tener quel modo ch'io per le altre mie gli ho scritto, credo che S. S.tà lo haverà car.mo.
Havendo scritto in sino qui, ho ricevute le lettere de V. Ex.tia di XIIIJ, e di XVJ, alle quali non responderò altramente, rimettendomi a parlar p.a a Nostro S.re né dirò altro, se non che a V. Ex.tia basando le mani, in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XIX d'agosto MDXXJ.
Scritta alli XIX.
Tenuta in fino alli XX.
Di V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Bald. Castiglione ||

[20] Havendo scritto in sin qui, mi sono venute lettere da Mantua, che mi avisano li lanzcheneche essere gionti a Valleggio a salvamento, et io ritrovandomi a tavola e cenando lassai la cena per andare a dare questa nova a Nostro S.re, il quale io sapevo che la aspettava con estremo desiderio. [21] E così trovai S. S.tà spogliata per andare in letto; e come mi vide con somma allegrezza mi disse questa nova, quale poco prima gli havea portata m. Gio. Matt.o. Io gli dissi quello che havevo de particulare e non bisogna pensare che chi gli havesse dato un reame gli havesse fatto maggior piacere.
[22] Hoggi poi gli ho mostrate le lettere de V. Ex.tia de XVJ, perché mi sono parse molto al proposito. Nostro S.re legendole mille volte ha replicato che le fatiche e spese che fa V. Ex.tia per lui, gli torneranno in grande utilitate, e qui ha moltiplicato tante laudi di quella ch'io non le potrei esprimere, ma ne sento nel animo mio un singulare piacere. [25] Adesso se attenderà qualche bona et honorevole facione dalla Ex.tia V. la quale Nostro S.re gli faccia succedere bene e felicemente.
[23] Il PP. è molto ben contento delli S.ri venetiani, e se gli sente obligato. E quando serà tempo ge ne farà demostratione, e gli renderà bon cambio. Altro non dirò, se non che a V. Ex.tia basando le mani in bona gratia humilmente mi raco.do.
[24] Quello nipote del R.mo Colonna, è un dispostiss.mo giovane, e monsig.r non ricerca V. Ex.tia che per adesso gli dia cosa alcuna, ma col tempo quella poi lo tratti secondo li meriti. [25] Mons.r R.mo Camerlengo prega V. Ex.tia che se degni adoperare il S.r Lorenzo suo fratello in qualche facione, e travagliarlo e col comandarli spesso far prova de lui, e mostrare che la lo tiene per servitore come egli è. S. S. R.ma mi ha instato quattro o cinque volte ch'io faccia questo officio.
[26] Di novo a quella baso le mani et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XX d'agosto MDXXJ.
El medesimo Servitore
di V. Ex.tia
[27] Ho pur anco deliberato scrivere a V. Ex.tia un discorso che dui dì sono mi fece m. P. Ardinghello quale è che Nostro S.re è in dispositione de far Car.li, e questo, principalmente per trovare denari. [28] Vero è che crede che ne farà qualche uno a complacentia che non pagheranno: e qui mi racordò lo Ill.tre S.r Hercule fratello di V. Ex.tia, e sop.a questo proposito parlassimo molto a lungo, et io gli dissi volerne scrivere a quella. [29] Esso mi disse che gli piacea. Fecemi ancor intendere che, di questo particulare del S.r Hercule, Nostro S.re non gli havea fatto motto alcuno, ma che lui per la affecionata servitù ch'el porta a V. Ex.tia, gli havea pensato, che forsi serebbe cosa riuscibile.
[30] Io mi racordo quando se trattava la prattica di V. V.Ex.tia, che Nostro S.re un dì mi disse che farebbe Car.le il S.r Hercule succedendo quest'altra cosa, ciò è il capitaniato. Non ne ho poi inteso altro. Quella pensi se la vole che si faccia una prattica più che un'altra, e me lo avisi. [31] Ma in ogni evento, laudo ben che la mi scriva una clausula nella lettera ove la mi comandi ch'io ringracij M. P. Arding. della memoria ch'el tiene di fargli sempre servitio, e che la se gli tiene molto obligata, e che la lo remunerarà: la qual cosa gli dole non poter far al presente, per esser nelle occupationi che la è, ma che non si scorda, etc.
[32] Di novo baso le mani di V. E. supplicandoli a tener questo secreto, se non con quelli che la sa che lo pò conferire.
El medesimo Servitor
di V. Ex.tia

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Al Ill.mo et Ex.mo S.re et Patrone mio, il S.or Marchese di Mantua ‹de la› S.ta R. E. Capit.o ‹Generale›


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 250-251, 253, 283.