659. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 15 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] In un punto ho ricevute tre di V. S., due di VIIJ, et una di VIIIJ. E primamente, a quello che la mi scrive circa la cosa della Concordia, io subito lo feci intendere a Nostro S.re el quale forsi due o tre hore p.a l'haveva inteso da m. Gio. Matt.o, e datoli comissione ch'el ne parlasse al S.r D. Giohanni. [2] E però S. S.tà non volse ch'io desse la lettera al prefato S.r D. Giohanni, fin ch'el non intendeva la risposta fatta a m. Gio. Matt.o. La quale fu: el star pur saldo su quello ch'el haveva scritto, con dire che questa terra era imperiale, e che il disponerne non tocchava a V. Ex.tia, ‹c›on molte altre parole che dimostravano pur non contentarsi che quella la tenesse. [3] Alle quali tutte fu risposto da m. Gio. Matt.o opportunamente, di modo ch'el ambasciatore disse che di questa cosa non parlerebbe più. E benché a m. Gio. Matt.o paresse ch'el restasse un poco sdegnato, pur si persuadeva ch'el dovesse spassarsela. [4] Quando io gli portai la lettera de V. Ex.tia e li parlai, cognobbi che per niente non era acquetato, ma quelle parole de dir ch'el taceria sop.a questa materia, significavano ch'el non diria più niente a V. Ex.tia, ma ch'el scriveria al Imperatore.
[5] Io cerchai di far capace S. S. della causa perché V. Ex.tia era intrata in quel loco, e come l'havea fatta intendere a Nostro S.re et il despiacere che la sentiria essendo sforzata a lassarla, parendogli ricevere scorno, e quasi ch'el mondo dovesse credere che Cesare non si fidasse de V. Ex.tia, il che a quella non parea de meritare, per havere insino a qui fatto tal demostratione che ognun potea essere ben chiaro del animo suo, e che ogni giorno era per farne magior demostratione. E qui mi allargai in molte parole.
[6] El S. D. Giohanni mi rispose che teneva V. Ex.tia per così bon imperiale come fosse al mondo, e che lui gli era servitore affecionatissimo, ma che el mottivo di q.ta cosa non procedeva da diffidentia, ma che gli parea che così fosse conveniente, e che lui havea autorità da Cesare de poter disponere di queste cose. [7] E perché io gli havevo detto della insolentia del Co. Io. Francesco, e della indiscreta lettera scritta a V. Ex.tia, mi giurò ch'el Co. Io. Franc.o, sop.a questo non gli havea né scritto né mandato a dire cosa alcuna. [8] E che lui havea nominato el S.r Antonio de Leva, non mosso d'altra causa che dal esser lui homo del Imp.re, e credere ch'el non havesse passione né dependentia alcuna col Co. Gio. Francesco, né con altri in queste bande, e che de li termini usati dal Co. Zo. Franc.o con poca riverentia, che a.llui parea ch'el dovesse esser castigato, e che lo scriveria allo Imperatore, e che Vostra Ex.tia havea grand.ma ragione, ma che non per questo li parea bene che quella tenesse la Concordia. E serebbe longo dire tutte le cose che passarono in proposte e risposte. [9] Ma io cognosco che quello che lo fa star così deliberato in questa oppinione, si è lo haver già scritto, e non voler parere de mutarsi, e parergli che non essendo lui obedito, quella autorità che lui ha dal re, non sia estimata. [10] Ultimamente gli dissi che se pur V. Ex.tia havea da lassar quella terra, non la volea dare a niuno, ma lassarla a quelli homini che ge la haveano data a.llui: che facendo altramente, gli parea che con ragione si potessero molto lamentare.
[11] A questa parte S. S. mi adimandò se la Concordia era forte: io gli dissi che non molto. In ult.o mi risolse che si voleva informare, della qualità de la terra, e che subito mi faria intendere il suo parere. [12] E così heri sera, essendo io con Nostro S.r mi mandò la qui inclusa polliza, la quale ancor che non sia sottoscritta pur è di mente di S. S. V. Ex.tia la vederà, e se dignarà resolvermi quello che la vole ch'io faccia.
[13] Nostro S.re ne ha fastidio assai, et hami detto qualche parola ben gagliarda sop.a di questo: ma le cose che vanno intorno, sono de tanta importantia, che non è bene tocchare corda alcuna che non sia ben acordata. Pur V. Ex.tia s‹e› ha da risolvere: che se la deliberasse tenerla, io so ch'el PP. se accommodarà alla voglia di quella. [14] Se ancor gli paresse che il lassarla non fosse de molta importantia, come in verità io credo che non sia, penso che piacerebbe a Nostro S.re che la facesse questa liberale demostratione de contentare questo bon S.re dal quale la potrebbe poi più arditamente ricercare ch'el volesse aiuttare a castigare il Co. Io. Francesco, secondo ch'el merita. [15] E benché io habbia offerto al PP. che so certo che V. Ex.tia farà tutto quello che S. S.tà comanderà, non ha voluto dirmi né sì né no: sì che se a quella pare più presto che sia possibile, scrivermi in un postscripta quello de che la se contenta, e poi una lettera, nella quale la si rimetta in tutto al voler di Nostro S.re ch'io la possa mostrare, estimo che serà bene. [16] E se li parerà pigliare questo partito che scrive el S. D. Giohanni nella polliza, la se degnerà farmelo intendere. E circa questo a me non occorre altro.
[17] Le copie de le lettere de V. Ex.tia a m.a Ill.ma e gli altri avisi, sono stati letti da Nostro S.re e S. S.tà di novo ringratia quella della promptezza del animo suo, mostrata in sin qui in ogni cosa, e max.e nel dar quelle sue artigliarie. [18] S. S.tà ha intesa, non da me, la captura de Capino, il che gli è despiaciuto sommamente; pur spera ch'el debba esser presto libero. Io l'ho raco.dato a S. S.tà assai.
[19] Questi S.ri veneciani hanno fatto questo segno non bono: pur a Nostro S.re non è parso per ancor mostrare mal animo verso di loro, ma presto bisogna che se risolvino. Nostro S.re sta con estremo desiderio de intendere che li denari siano andati a salvamento alli lanzchenech.
[20] El S.r Prospero ogni volta che scrive a Nostro S.re fa honoratissima mentione de V. Ex.tia, con tanta laude quanto dir si possa. Però, benché io penso ch'el non dica se non quello che è, pur V. Ex.tia ogni modo gli ne ha da havere obligatione.
Alla quale non mi occorrendo per hora altro che dire, baso humilmente le mani, et in bona gratia divoto mi raco.do.
In Roma, alli XV de agosto MDXXJ.
Di V. Ill.ma S.ria
Humil Servitor
Bal. Castiglione ||

Al Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio il S. Marchese di Mantua de la S. R. E. Capit.o […]


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 247-249 .