658. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 12 agosto 1521

Molto Mag.ca Mad.na mia matre honor. [1] Alla lettera de V. S. de 3 del presente, crédomi quasi havere resposto per altre mie, ciò è che me piacea che la facesse dare quelli denari al homo del S.re D.ca di Ferrara: e così mi piace che la lo habbia fatto, e cautamente, tanto che non ce siano per esser dimandati più in tempo alcuno. [2] Li nostri fittadri se portano male, e però non è se non bene dargli qualche speronata per fargli andare inanti, come ha fatto V. S. in fargli fare comandamento dal Sindico.
[3] Delli mei cavalli e trabaccha e quelli altri instrumenti mi serebbe stato charo che fossero stati venduti: pur non si potendo, patientia. V. S. faccia almen cavalcare quelli cavalli spesso, e da gente che non li batta, che li pigliaremo pur qualche partito. Circa questo non mi occorre dir altro.
[4] Delli nostri puttini del vestirli, V. S. faccia lei quello che li piace, che del tutto me li rimetto. Credo ben che a Camillo starà meglio una robbetta che un capuzzo, perché harebbe troppa faticha a tenerselo a torno.
[5] Io son sano Dio gratia, e sempre desidero intendere el medesimo di V. S. e de tutti li nostri. La prego a far talhor vedere che li ratti non mangino li mei libri, che dubito che non siano tutti mal andati.
Altro non dirò se non che a V. S. sempre mi raco.do.
In Roma, alli XIJ de Ag.to MDXXJ.
De V. S.
Ob. Fi.
Bal. Castiglione ||

Alla molto Mag.ca M.a mia matre honor. M.a ‹Alovysa› Gonzaga da Castiglion. In Mantua


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 353.