656. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 12 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Heri hebbi due lettere di V. Ex.tia, l'una di quattro data a Rezolo, l'altra de VJ, data a Bagnolo. [2] Me ne fui a Nostro S.re, e li feci legere quella che contenea il rapporto del Grossino, la quale per esser copiosa li fu grat.ma, benché qualche volta legendo Sua S.tà il poco rispetto che gli hanno quelli S.ri francesi nel parlare, se mutava, e diceva qualche parola contraria a quelle che essi dicono: come che S. S.tà habbia procurato questi trattati, e far amazzare homini de li forausciti, e che gli sia mai mancato in cosa alcuna.
[3] Queste cose tutte nega S. S.tà, et afferma esser in loro; e spera che Nostro S.re Dio debba esser iusto iudice, e dar la sentenza contra loro. E così conforta V. Ex.tia a star di bona voglia, con speranza de participare grossamente e del honore e del utile ch'el spera che s'habbia a trarre di questa impresa, e la lauda sommamente delli modi che la ha tenuti insin qui e tuttavia tiene, e de la promptezza e bon animo che la ha mostrato. [4] E tra l'altre cose S. S.tà ha inteso, non da me, che non lo sapevo, che V. Ex.tia ha offerte l'artigliarie sue, senza che gli siano state richieste di modo ch'io veggo in Sua S.tà una somma satisfacione ogni volta che parla di quella. [5] Dil che me ne alegro tanto, ch'io non so che più desider‹ar› circa questo: e spero che V. Ex.tia se ritroverà tanto beneficata da PP. L‹eo.›, che la non ‹aspe›ttaria più dal S.r suo patre, di bo. memoria, s'el fosse vivo.
[6] Nostro S.re sta con gran desiderio de intendere la gionta di questi lanzchenech et hormai spera che debbino tardar poco. Delli svizeri ancor S. S.tà spera che francesi debbano haverne pochi; pur havendone, se faranno tutti li rimedij acciò che se ne possino servir poco. [7] E dui dì sono S. S.tà ha hauta un'altra lettera de man propria da lo Imperatore, dove S. M.tà gli avisa che in ogni modo alli vij di questo se aviaria alla volta di Franza, con uno exercito grossissimo, e conforta S. S.tà a non abandonare la impresa, né rafreddarse punto. [8] Sì che Nostro S.re è animatissimo: e quando con svizeri non si possa far altro, ne pagherà una bona somma, e serà contento che stiano a casa loro.
[9] Nostro S.re dice che V. Ex.tia ha fatto molto bene ad impicare quella spia che la ha trovata nel campo suo. Li ragionamenti ch'io hebbi con S. S.tà forno lunghi. [10] Comphrendo che quella haverà char.mo intendere de giorno in giorno la bona intelligentia et unione de V. Ex.tia col S.re Prospero; però quando li venirà in proposito credo serà bene che la me ne tocchi qualche cosa su le sue lettere, acciò ch'io le possa mostrare; medesimamente con questi altri Cap.ni e spagnoli et italiani. [11] Il che son certo che succederà senza dubbio, perché la innata humanità de V. Ex.tia la indurrà a far sempre bona cera e carezze a tutti, e niuno de loro è che sia tanto prosumptuoso che pensasse di concorrere con V. Ex.tia in cosa alcuna; ma penso che tutti li seranno obedienti e servitori. [12] Il che non serà poca laude di quella, essendo max.e e tante diverse ?[…] ? in questo exercito. E benché non se mi possi se non imputare a prosumptione, il volere io racordare a quella cosa alcuna, pur la libertà che quella mi ha data, mi fa dire così.
[13] La inimicitia naturale de svizeri e lanzchenech V. Ex.tia la sa: però è cosa importante avertire che allogino di modo e così separatamente che non li sia facile venire alle mani tra loro, che le quistioni nelli campi, sono cose periculosissime.
Altro non mi occorre per hora che dire a Vostra Ex.tia, se non supplicargli che la se degni farmi scrivere spesso, perché il PP. sta sempre con desiderio de intender di lei, e sempre che mi vede, me ne adimanda.
Io non manco de sollicitare de fare quella parte della compagnia mia ch'io ho scritto a Vostra Ex.tia, ma gli ho gran difficultà. Ho tolti alcuni d'Amelia: homini da bene, e bene ad ordine, e spero che quelli ch'io gli manderò di qua, seranno così boni, che potranno stare con tutti li altri. È vero che a molti di loro mi è bisognato giongere alli 100 scudi: il che mi è parso ben fatto, tanto più havendomelo comandato V. Ex.tia, alla quale io basando le mani in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XIJ de Agosto MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Devoto e Fidel Servitore
Bal. Castiglio‹ne› ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio, el S.r Marchese ‹de Mantua› de la S. R. E. Cap.no generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 245-246 .