655. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 9 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo sig.or patrone mio. [1] Penso che Vostra Ex.tia a quest'hora habbia hauto le mie de l'ultimo del passato et dui e de quatro del presente, et inteso il pensier mio sopra quello che la desiderava; però non replicarò altramente. [2] Ho receputo la lettera di V. Ex.tia di tre di questo et insieme con essa li avisi che la me manda, et medesimamente le copie, de le lettere scripte al Mag.co m. Francescho Gonzaga: il che tutto me ha servito per istructione. [3] Ho fatto intendere a N. S. come V. Ex.tia à rimandato el colaro de l'ordine di San Michele al Christianissimo, et il modo che l'ha tenuto a rimandarlilo. [4] S. S.tà lauda et comenda summamente V. Ex.tia et con le più amorevole parole del mondo me disse che la ringratiava di tutti li progressi soi perché li cognoscea pieni di amore e di fede, et che la faria di modo che V. Ex.tia più sarebbe obligata a lei che a suo patre istesso.
[5] S. S.tà ha parlato gagliardissimamente a l'oratore venetiano facendoli intendere che scriva a quella sig.ria che non voglino molestare in cosa alcuna il stato di V. Ex.tia, perché essendo quella a soi servitij, et con quello grado che è, non lo tiene manco in protectione di quello che si faccia la cità propia di Fiorenza. [6] Oltre di questo ha fatto scrivere al Nuntio per mano di m. Pietro Aringhelli nostro che parli a la sig.ria sopra questa materia più efficacemente che pò, et è parso che quello debbia havere più forza che un breve, perché li brevi spesse volte sonno mendicati. [7] Questo medesimo offitio ha fatto il S.or Don Iovanni Emanuel in nome di Caesare gagliardissimamente di modo che non credo sia dubbio alcuno. [8] Et l'oratore veneto ha risposto a N. S. che farà quanto S. S.tà li comanda, ma che quella non dubiti che li S.venetiani usino alcuno male termine contro V. Ex.tia perché, oltre il rispetto che li hanno per conto di S. S.tà et di Cesare, a lei ancora per sè stessa portano singulare affectione.
[9] N. S.re sta con desiderio de intendere la passata di questi Lanzichinec, aciò che si veda a qual camino se inderizano le cose. Desidera ancora de intendere la gionta di V. Ex.tia in campo, benché credo non passarà oggi che la intenderà.
[10] El sig.or Ascanio Colonna è stato malissimo et sfidato da' medici niente di meno adesso se ritrova in assai bon termine et dicono for di pericolo.
[11] Io non mancho di solicitar con ogni diligentia di far la compagnia, ma tutti quelli che me havevano promesso al principio mi sono manchati, perché il sig.or Renzo ha intertenuti li soi: il signor Marcantonio medesimamente credo habbia dati qualche dinari per esser seguitato. [12] Oltre di questo il Conte da l'Anguilara et il sig.or Io. Antonio Ursino stanno con insperanza di haver ciascuno di lor la compagnia et per questo intertengono homini d'arme più che possono. [13] Pur insino a qui ho messo insieme da dodici o tredici homini d'harme bonissimi et ben in ordine, et fra quatro o cinque giorni penso de haverne sina a la summa de diecedotto o vinti o qualche cosa più, li quali subito inviarò con m. Fabritio Signorello, comme per altre mie ho scripto a V. Ex.tia, la quale supplico si degni darli loco perché son certo ch'el servirà bene.
[14] Pesami ancor nella anima non havere saputo prima il desiderio de uno altro gintile homo che è qui per havere supplicato a V. Ex.tia a tempo per lui, che quella si fussi dignato d'acceptarlo, perché è bono e valente et pratico, et in questi tempi un homo tale pò in una hora far servitio che inporta più che in uno altro tempo diece anni. [15] Però non starò di racomandarlo a V. Ex.tia perché se ben fussi un poco di sopra soma, penso che ciò che quella li desse, tutto fusse optimamente collocato. [16] Questo è il Conte Carlo da Marciano del quale al Barbieri detti comissione quando se partì, ma non hebbi tempo de scrivarne. Hora ho voluto farne motto con opinione che a V. Ex.tia non debbia mancare modo di darli un loco. [17] Et io questo non ricomando a petitione de altri ma solo per servitio di V. Ex.tia, la quale supp.co che sopra questo si degni darme risposta, et medesimamente se la se ha retinuti li quatro milia ducati de chi li ho scripto più volte.
[18] Baso le mani di V. Ex.tia de la provisione che la s'è dignata constituirme et penso che la debba esser abastanza, et io mi sforzarò di dispensarla a honore et servitio di quella.
[19] Circha le cose dil S.or suo cugnato, haspectarò da lei risposta et secondo quella governaròmmi con N. S.re.
[20] Questa matina N. S.re ha publicato Car.le in concistorio il vescovo de Liegi fratello di Ruberto di la Marchia.
[21] Mons.re R.mo de Grassis ha hauto stamatina nel medesimo concistoro una chiesia di valor di tre milia ducati nel stato del Re di Polonia.
[22] Non scrivo de mia mano a V. Ex.tia perché sono un poco indisposto benché credo non serà niente.
A quella baso la mano et in bona gratia mi ricomando.
In Roma, a li VIIIJ de agosto MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Humil e devoto Servitor
Balde. Castiglione ||

Al Ill.mo et Ex.mo sig.or et patrone mio il S. Marchese di Mantua de la S.ta R. E. Capitaneo generale


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 239-240 .