652. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 4 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Herisera gionse qui el cavalaro che portò li denari a V. Ex.tia, e trovòmi in Castello, et io lo feci parlare a Nostro S.re il quale hebbe piacere singul.mo intendendo quella essere cavalcata, e diedegli infinite benedicioni, pregando Nostro S.re Dio che gli donasse victoria. [2] Io non hebbi per alhor tempo di parlare più a lungo a Sua S.tà perché volea andar a letto. Hoggi ho satisfatto, facendo intendere a quella la grave spesa che V. Ex.tia ha fatta, in mettersi ad ordine così a l'impresa, e come la se trova exhausta de denari, et haver impegnato e tracollato. [3] Nostro S.re mi ha detto che non dubiti, che non lasserà mancare denari a V. Ex.tia, et hami di novo dimandato s'io gli ho scritto che la se retenghi quelli 4.ma ducati. Io gli ho detto che sì: desidero ben sapere se la gli ha ritenuti o sì, o no.
[4] Ho parlato a S. S.tà per quelli beneficij iuspatronati di V. Ex.tia da conferire in persona de m. Ag.no da Gonzaga. Nostro S.re letta la lettera mi rispose che era deliberato fare tutto il possibile acciò che m. Ag.no gli havesse per rispetto di V. Ex.tia, et ancor del prefato m. Ag.no, il quale S. S.tà mostra amar molto, e così mi comise ch'io parlassi con chi bisognava, la qual cosa io farò subito. [5] Poi mi soggionse che dubitava che questo vescovo morto havesse resignato tutti li beneficij, molti mesi sono; pur che non se mancheria del possibile. Io farò il debito dal canto mio, e non succedendo questo, farò instantia della riserva come V. Ex.tia mi comanda.
[6] Parlai medesimamente a S. S.tà delle voci che vanno iactando questi soldati venetiani de voler dannificare il stato suo. Nostro S.re mi rispose che se gli farebbe opportuno rimedio, di brevi, e d'ogni altra cosa che bisognasse, e che lui medesimo parleria allo ambasciator de Spagna che facesse esso ancor questo officio. [7] Gli dissi della lettera ch'io havevo per S. S. e me ne andai in quel punto al ambasciatore: et oltre la lettera, li parlai per parte di V. Ex.tia, del meglio modo ch'io seppi.
[8] Il prefato ambasciatore promette molto gagliardamente rimediare di qua, et ancor fare ch'el Imperatore proprio de sua boccha, lo dirà all'oratore veneto residente presso a S. M.tà. Sollicitarò quello che si pò far di qua, più presto che mi serà possibile.
[9] Èmi parso bene rimandare el Barbiero e Modesto con quelli denari restati per la paga de li fanti, delli quali però ne ho cavati quanti mi bas‹ta›no per fare alla somma de diceotto, o venti homini d'arme. [10] E perché s'è levato fama d'una certa condotta d'uno de questi S.ri Orsini, che in effetto è una baia quasi tutti questi che m'haveano meggio promesso se sono retirati. Pur questa mattina ne ho affermati cinque d'Amelia, li quali credo che siano de quelli che dice lo S.r Prospero, perché non gli ho mai potuti contentare con manco de cento ducati d'oro. [11] E così gli ho promisso, et a quel cunto gli darò el suo quartiero, per havermi così comandato V. Ex.tia, e subito inviaròlli, quel m. Fabricio Segnorelli. [12] Ancor che nell'altra mia havesse detto a quella de volergli dare la mia insegna, non havevo però detto niente a.llui, ma sollo affirmatoli ch'el haverebbe loco con V. Ex.tia, con oppinione che questo non gli manchasse. [13] Hora essendo disposto de questo loco nella persona del Capino, che mi piace molto più, non resterò de mandare m. Fabritio, e dargli qualche denari, supplicando V. Ex.tia, che la se degni alla gionta soa fargli careze, e trattarlo bene, perché io spero che la lo servirà molto bene.
[14] La somma delli denari ch'io mando a V. Ex.tia, serà notata in una polliza inclusa in questa lettera.
Altro non mi occorre per hora che dire a V. Ex.tia se non che li baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do, con molto magior desiderio d'haver spesso sue lettere, che non havevo quando la era a Mantua.
Giulio è in viaggio, e non mena cavallo a V. Ex.tia, perch'io non ne ho trovato al proposito.
In Roma, alli 4 de Agosto MDXXJ.
A me non pareria per niente che V. Ex.tia abandonasse la cosa del S.r vostro cognato, perché so che la cognosce la importantia. Nostro S. li vorrebbe dare una provisione come paresse a V. Ex.tia, per hora, et al R.mo legato. De la restitution del stato per hora non bisognarebbe parlarne: acquetati questi rumori, il PP. la rimetteria a V. Ex.tia, et al prefato R.mo. Quella parmi che lo debba confortare a farlo: e quando S. S. responde, se le resposte sono gagliardette, nel scrivere se potrebbono temperare un poco, perché la via de pigliar il PP. si è l'usar summissione.
De V. S. Ill.ma
Humil e Fidel Servitor
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio, el S.r Marchese d‹e› Mantua de la S. R. E. ‹Cap.no Generale›


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 239-240 .