650. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 2 agosto 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] In questo punto che sono XXIJ hore, et io ritornato de Castello, da Nostro S.re, è gionto el Barbiero e Modesto cavallaro: per hora non responderò a cosa alcuna de quelle ch'el porta, perché spazzandosi un cavallaro per Bologna, non voglio mancar de scrivere quello ch'io ho operato in questo punto. [2] Havendo hauta la lettera de V. Ex.tia de XXIX, sono andato a Nostro S.re e fatto intendere a S. B.ne ogni cosa del riporto del marchese Guglielmo Malaspina. [3] E perché quelle cose tutte sono senza raggione, Nostro S.re pensa che V. Ex.tia con poca fatica gli responderà, usandogli la raggione, e la modestia, e mostrandogli però de non voler mancar de ubidire S. S.tà.
[4] Circa il restituire qui in Roma li denari, V. Ex.tia harà veduto el cavallaro che gli ha portati: io ho fatto intender a Nostro S.re la instantia che li fa el comis.rio e m. Iacomo dal Gambaro, et ancor la promissa che ha fatta V. Ex.tia de restituire. [5] Nostro S.re racordatosi delle spese ch'io più volte ho fatto intendere a S. B.ne quella haver fatte, e quello che la mi ha promisso, me ha pur replicato che la non vole per niente che la restituisca questi quattro milia ducati, e che la li tenga come io per le altre mie, li ho scritto, a cunto lungo, e che dimattina ne farà scrivere a monsig.r R.mo legato. [6] Sì che io credo pur che la li retenerà, anchor ch'io sappia che erano dessignati ad altro: perché Nostro S.re desidera molto che V. Ex.tia cognosca ch'el la vole accomodare in ogni cosa, e dargli modo de servir bene, e de tal servitù, haver più presto utile che danno. [7] Sì che quella faccia intendere il tutto a m. Iacomo, perché indubitatamente haranno la comissione de lassargli correre come ho detto di sop.a.
[8] Nostro S.re mi ha detto che spera che francesi non haveranno quello numero de svizeri che dicono; pur che havendogli ancor spera che l'exercito di qua, serà di sorte che potrà contrastar con loro e vincere.
[9] Della tregua che francesi vanno iactando, non è vero, et io hoggi ho veduto una lettera a Nostro S.re dello Imper.re, di man propria, nella quale S. M.tà promette de non fare apuntamento alcuno con francesi senza il consenso del PP. el quale tiene ancor per certo che Inghilterra debba esser contra Franza.
[10] Nostro S.re Dio faccia che V. Ex.tia esca felicemente questa p.a volta, e tutte le altre che la uscirà, alla guerra. La impresa è tanto grande e tanto honorata quanto possi esser al mondo, et io son certo che la ne reuscirà con quello honore che ognuno spera. Io non posso negare de non havere il core spartito in due parti: certo è ch'io haverò passione, come chi non pò tutto quello che vorrebbe.
[11] Le bandere de V. Ex.tia se fanno: chi le habbia a portare non lo so ancora. Quando quella lettera venirà della obedientia, si legerà in Concistorio. Questi m.ri de cerimonie m'hanno dato questa polliza qui inclusa: tutte sono robbarie, niente di meno V. Ex.tia faccia ciò che gli piace.
[12] Io penso per le mie lettere che portò il Barbiero la p.a volta insieme con li denari e per queste altre dopoi, haver mandato assai ben distincto el cunto delli denari del quartiero. [13] Vostra Ex.tia potrà sop.a quello fare fare il computo, e credo che la el troverà iusto: ciò è dodece milia ducati de carlini, per il quartero, e tre milia ducati di camera per mille fanti, mettendo a cunto quelli ch'io gli ho scritto haver ancor nelle mani.
[14] Farò la excusatione de V. Ex.tia con questi S.ri Rangoni, e con m. Serapica de non poter dare loco honorato a quelli che da loro sono racomandati.
[15] Dapoi che V. Ex.tia mi fa gratia ch'io habbia da elegere el mio locotenente non ho pensato a niun'altra cosa, excetto che al servitio di quella, e presumo che quando la se degni de darlo a Capino, ch'el serà bon collocato, et io gli ne baserò le mani.
[16] Questi homini d'arme del S.r Marcantonio m'hanno tenuto in parole, e hora non compareno, di modo ch'io ancor non ho potuto inviarne alcuno. E perché non cesso de farne prattica, ne ho per le mani parechi perusini, li quali intendo che sono bene ad ordine, et homini da bene. [17] Ho dato ordine de condurli, e perché questo Fabricio Signorello se travaglia per farmeli havere, se me li conduce, io li darò la mia insegna, piacendo così a V. Ex.tia e non havendo altro da lei in contrario, et inviaròllo più presto che mi sia possibile.
[18] Della cosa de m. Agustino Gonzaga non mancherò fare quanto V. Ex.tia mi comanda, e faròllo di bon core.
[19] Hoggi ho introdutto m. Angelo Germanello a Nostro S.re il quale gli ha parlato delle cose di Pandolpho in mia presentia, et ha trovato S. S.tà in grand.ma collera, come credo che lui scriverà.
Altro non mi occorre per hora, se non basar le mani de V. Ex.tia et in bona gratia sua humilmente racomandarmi.
In Roma, alli 2 de agosto MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Humil Servitor
B. Castiglione ||

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 236-237.