647. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 31 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Hebbi heri la lettera de V. Ex.tia de XXV di questo, e penso che hormai el cavallaro ch'io mandai con li denari sia lì, e però alla parte delli denari in questo proposito non mi occorre dire altro, se non che quella ha hauti quelli denari ch'io gli ho avisato da Roma. [2] Che siano mo' per mezzo anno, o per tre mesi, non accadde che V. Ex.tia lo disputi. Quello che è, si vede, e Nostro S.re sa molto bene quello che ne è, e quanti denari la ha hauti fin a un soldo: et io gli prometto che la intentione del PP., è che a V. Ex.tia non manchino denari.
[3] Alla lettera della quale de XXVIJ respondendo dico ch'io sono subito andato a Nostro S.re e mostratoli quella parte delli quattro milia ducati che erano nella Mirandola: e quelli de V. Ex.tia che andavano per essi forno revocati. [4] Il PP. mi disse che era pur avisato che in ult.o gli havea hauti, e maravigliòssi di quelli che haveano voluto che la promettesse restituirli. E così mi ha comesso ch'io scriva a V. Ex.tia che se li tenga, e li spenda: che se metteranno a cunto longo a quella, perché vole che non gli manchino denari. Sì che la attenda alle altre cose, ch'io spero ch'el PP. serà sempre creditore de denari de V. Ex.tia e non debitore.
[5] Il PP. ha hauto piacere che la Ex.tia Vostra habbia presa la Concordia e la guardi bene, per esser passo importante come quella sa.
[6] Io ho racordato a S. S.tà che se racordi de non fare ch'el homo de V. Ex.tia che è in Franza, e l'altro che è in Lombardia, stiano tanto lì che francesi li facessero qualche despiacere: Nostro S.re lo rimette a V. Ex.tia che parendogli, li revochi, e l'uno e l'altro. [7] E medesimamente la pò mandare a renunciare l'ordine, e la compagnia, più modestamente che la pò, con fare intendere al re che l'à accettato questo partito con saputa e licentia sua, e quando cominciò a pratticarlo, estimava che fosse strettissima amicitia tra Nostro S.re e sua M.tà e che adesso la non pò mancare del debito e della fede sua: pur che la non resterà mai d'esser affecionato servitore a sua M.tà dove la potrà, etc.
[8] Circa la cosa del S.r D.ca di Ferrara, Nostro S.re offerisse fargli dar la fede allo Imperatore, e spera che li S.ri venetiani seranno in termine che essi ancor ge la daranno, et alli S.ri fiorentini, e V. Ex.tia la quale Nostro S.re mai non farebbe mentire, e fargela ancor dare al S.re Prospero. [9] E offerisse de fare il parentato: ma di questo monsig.r R.mo et Ill.mo scriverà più diffusamente a V. Ex.tia però io non gli dirò altro, se non che congnosco che Nostro S.re parla di core, e desidera ch'el S.r D.ca di Ferrara, gli sia bono amico e servitore. [10] Circa le cose del D.ca d'Urbino parmi ancor ch'el habbia bona intentione. V. E. consideri de quanto bene la serà cagione, se la salda queste due piaghe.
[11] Questi homini d'arme me tengono in parole, di modo che insino a qui non ne ho fatto alcuno. Quelli che V. Ex.tia mi scrisse che me indrizaria m. Stephano d'Amelia, non sono mai comparsi.
[12] Nostro S.re sta di bona voglia e spera che le cose debbano havere presto bon exito; e dice s'el non è gabbato, ch'el re de Inghilterra serà con lui e con lo Imperatore, e che queste sue minaccie, ciò è de' francesi, sono tutte baie.
Altro non mi occorre scrivere a V. Ex.tia se non che a quella basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, allo ult.o de luglio MDXXJ.
Io cercho occasione e modo de mandare questi altri denari ch'io ho in mano ma non vorrei mandargli per cavallaro a posta, che pur è spesa.
De V. S. Ill.ma
Humil Servitore
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio, el S.r Marchese di Mantua de la S. R. E. ‹Cap.no Gene›rale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 232-233 .