644. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 28 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Questa mattina ho ricevuta la lettera de V. Ex.tia de XXIIIJ del presente, e subito sono ito a' piedi di Nostro S.re e fattogela legere. [2] Alla parte del S.r suo cognato, Nostro S.re dice che quello a che el si move, non è per altro che per bene, e che non lo fa per filo, e che vole che V. Ex.tia habbia honore de tutte le imprese che la li metterà nelle mani; e che q.ta mattina ha fatto respondere a monsig.r R.mo de' Medici, che gli ha scritto sop.a questa medesima materia, quello che pensarebbe di fare per adesso: poi, che del resto V. Ex.tia e monsig.r R.mo lo legato la aconzaranno. [3] E così sop.a questo mi ha parlato assai longamente, dove mi pare comprhendere che Sua S.tà mi dica quello a punto che ha nel core. V. Ex.tia vederà quello che gli scriverà monsig.r R.mo; io estimo che sia cosa da stringerla, e tengo che la sia per riuscire: e piaccia a Dio che V. Ex.tia habbia questo honore e questa satisfacione. [4] Serà bene che quella mi faccia intendere el progresso de la cosa, per saperne parlare, parlandone monsig.r a me; pur la pratticha se ha da fare e da concludere per mano del R.mo legato, che tutti li altri instrumenti con Nostro S.re excetto questo, sono debili.
[5] Se M. Stephano d'Amelia me indrizerà qualche homo da bene, io farò quanto V. Ex.tia mi comanda: e già io ho prattica d'havere alcuni de loro, perché questi del S.r Renzo non si sono mai voluti risolvere. [6] Io ho tanto bona informatione di questo Fabritio Signorello, e parmi che lui sia tanto desideroso de servire V. Ex.tia che sto per mandarlo insieme con q.ti altri se viranno; pur ne harei voluntieri la risposta da quella.
[7] Nostro S.re dice che V. Ex.tia mandi ogni modo a congratularsi col novo duce, e con li S.ri venetiani usi tutti li più modesti e cortesi termini che la pò: che se gli piace che la facci questo con francesi, che molto più li piace che la facci con venetiani.
[8] Perché m. Gio. Matt.o mi fa intendere non potere espedire così presto come pensava, ho deliberato mandare questo cavallaro della Camera dattomi da m. Gio. Matt.o, a posta, perch'el porti denari a V. Ex.tia, e così faccio. [9] E per lui màndoli in un sacchetto, dua milia settanta otto ducati d'oro larghi un carlino e un terzo, et in questo sacchetto dovrebbono esser dugento altri ducati d'oro larghi, che forno quelli ch'io mi tolsi di commissione de V. Ex.tia: sì che quella farà fare il cunto come si fossero dua milia dugento settanta otto. In un altro sacchetto novecento e sesanta d'oro larghi. [10] Li quali tutti computati quelli che portò el Barbiero fanno la somma de dodece milia ducati de carlini, facendo le retentioni del banco, che sono quattro per cento: che è un quarterone intiero. [11] Màndoli poi in uno altro sacchetto, mille ducati, per parte de la pagha de mille fanti, in questo modo: scudi dal sole ottocento e dodece; ducati d'oro di camera cento ottanta; otto corone col suo lazzo. Questa sera penso haverne de li altri, e de quelli occorrendomi, daròne a gli homini d'arme che me viranno.
[12] Nostro S.re dice che V. Ex.tia stia di bona voglia, che non gli lasserà mancar denari, e che questi francesi spera che presto lasseranno le braverie, e che questi svizeri che li vengono, non sono più de dua milia, che sono de Georgio Soprasasso, e che spera che non ne haranno altri.
Non mi occorre per hora scrivere altro a V. Ex.tia, se non che a quella basando le mani in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXVIIJ de luglio MDXXJ.
Io non trovo cavalli che vagliano un quattrino, e dubito che Giulio tornerà senza. A quella di novo baso le mani.
De V. Ex.tia
Fidelissimo Servitore
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or e Patron mio el S.or Marchese di Mantua della S.ta R. E. Capitanio generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 230-231 .