643. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 28 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Le lettere de V. Ex.tia de XXJ e de XXIIJ mi sono venute ad un tratto, e per ancor non ho hauto tempo di parlare a Nostro S.re; satisfarò credo questa sera. [2] Io ho hauto certi denari, li quali pensavo mandare questa sera a V. Ex.tia, insieme con quelli che mi sono restati in mano, et il pensier mio era mandargli per uno cavallaro de la Camera, e far scrivere al Governatore di Bologna che facesse venire questo cavallaro ben sicuro in sino a Mantua. [3] E così farò ogni modo, ma m. Gio. Matt.o il quale sta per mandare esso ancor certi denari a Bollogna, mi ha detto che serà bene che li mandiamo insieme, che andaranno più securi l'un per l'altro, per ogni cosa che potesse accaddere, sì che potrebbe tardare un giorno o dui; ma V. Ex.tia pò dire a m. Iacomo dal Gambaro ch'io ho nelle mani el compimento del quartiero, e la promissa d'haver presto denari per li fanti, il che serà indubitamente. [4] Piacemi che V. Ex.tia n'habbia anco da monsig.r R.mo; la conforto bene a spenderli bene, e max.e nelle fantarie, perché la gente d'arme sono conosciute, e poco ponno inganare, ma li fanti importano troppo, e max.e della natione italiana: che serebbe pur male quando V. Ex.tia, serà su la faccione, che la se trovasse mal servita, che oltre il danno, la vergogna, non serebbe minore. Sì che son certo che la gli avertirà.
[5] Circa la andata de m. Mario a Ferrara, et ancor de quanto l'ha ordenato col S.r suo cognato, occorrendomi, faròllo intendere: pur forsi non mi occorrerà, fin che V. Ex.tia non me avisi qualche risposta hauta da loro. [6] Io farò vedere la lettera del R.mo et Ill.mo Car.le de Mantua a Nostro S.re e poi farò intendere la resolutione circa le cose di Pandolpho, del quale non so dire altro insino a qui, se non che è stato esaminato senza tormento, e credo che Nostro S.r troverà che le cose scritte sono state per legerezza; se la malignità vi era mo' aggionta, Dio lo sa. La lettera veneva a V. Ex.tia; del successo, quella serà avisata.
Altro non mi occorre per hora che dirli, se non che qui non trovo cavalli al proposito, pur non resto di cercare. Baso le mani di quella, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXVIIJ de luglio MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

[7] Certo è che Deus è consapevole de ogni intention di Salve, nientedimeno credo che non sia necessario che tutto quello che io scrivo a vostra ex., la mostri a meser Iacomo perché qualche volta Salve me dirà una parola che non la harà fatto scrivere a Deus, e respondendo Vostra Ex. a quello ch'el non ha preposto potrebbe generare fastidio. [8] Perché havendo a sucedere alchuna di queste pratiche forza è che vadino per mano di Deus. Però Vostra Ex. mostri pur de non fare se non quanto li ordina Deus, et come ho detto, ancor che io le tratti in qualche parte, la conclusione ha da venire de là. [9] Bizarra cosa è stata quella de questi denari che Salve non ha mai voluto che la se dichi come è. Adesso mi ha ordinato ch'io dichi haver hauto tutto el quartieri, come è in effetto, e quella pò dire esser avisata di questo da me, e li primi denari ch'io manderò, dire che è il compimento del quartiero

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio, il S.r Marchese di Mantua, della S.ta Ro. ‹Chiesa Cap.n›o Generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 226-227, 229.