640. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et patron mio. [1] Mons.re R.mo Grassis mi ha detto che v. ex. non ha mai prestato obedientia al pp. doppo ch'ella è marchese di Mantua, il che serebbe conveniente fare, max. adesso ch'ella è cap.o della chiesa. Credo che sia cosa mossa dal vescovo di Pesaro, qual è M.ro delle cerimonie, che credo in q.to caso gli venga qualche prerogativa.
[2] Nostro S.re mi ha fatto dire ch'io parli col p.to vescovo, et così ho fatto, et medesimamente con Mons.re R.mo de' Grassis: li quali concludeno, che senza fare altro mandato in me, né altri, che basta ch'ella scriva una lettera, la quale se leggerà in concistorio, et in essa, dia l'obedientia al pp. [3] La lettera vorrebbe esser latina, et prima contener qualche laudi del papa, con excusarsi della tardità dello haver dato obedientia, et poi in ultimo haver queste parole: "Tibi Leoni pont. maximo optimo, Jesu Christi Vicario, Petri successori, ac Romano pont., eam reverentiam et obedientiam, ac summissionem quam legiptimis antecessoribus tuis ceteri principes christiani prestare consueverunt, presertimque marchiones Mantuae presto, renovo et exhibeo, offerens etc.".
Altro non mi occorre, se non che a v. ex. basando le mani in buona gratia humilmente mi racc.do.
In Roma, alli XXIIIJ di luglio MDXXI.
De V. Ill.ma S.ria
Fidel Ser.tor
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio, il S.or marchese di Mantua, della S.ta Ro. ‹Chiesa c›ap.o Generale


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 224-225.