639. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Io feci legere a Nostro S.re la lettera de V. Ex.tia de XVIIJ di questo, parendomi al proposito insieme con la magior parte de li avisi che quella mi dava, che tutti forno grati, max.e quello de la perdita de' francesi nel regno de Navarra, benché già si era intesa di qua. Nostro S.re mi disse che S.ta Columba non era morto.
[2] Alla parte de li denari, io spero havergli hoggi in mano, e benché se sia scritto che V. Ex.tia li habbia hauti, pur quella sa come sta la cosa, che è di quel modo ch'io più volte gli ho scritto. [3] Piacemi che a regatta il PP. e monsig.r R.mo lo legato daranno denari: questo dico perché intendo che S. S. R.ma preparava de darne lei, parendogli che di qua venissero tardi. [4] A Nostro S.re è piacciuto che m. Aug.no Sementio se sia levato di là, per il medesimo rispetto che V. S. scrive, e dice che quando serà tempo di cavarsi la mascara, allor se faranno le cose alla scoperta, ma che fra tanto gli piace che V. Ex.tia usi quelli termini modesti che la pò.
[5] Ho dipoi ricevuta la lettera de V. Ex.tia de XIX, et intesa la resolutione che la si è dignata di fare dil modo de servirsi di me, il che tutto mi contenta e satisfà; e così in questo loco come in ogni altro dove accaderà, sforceròmi servirla bene, e reputeròmi gran gratia haver occasione di farlo. [6] Non mancherò de fare fino alla somma di quelli homini d'arme ch'io a questi dì scrissi allo Ill. S. Giohanni, e credo seranno boni, perché la magior parte de li homini d'arme del S.r Marcantonio Colonna restano qui, perché Nostro S.r ha dato licentia al prefato S.re che vadi solamente con la sua persona a servire il re, sì che di questi se ne haverà qualche parte. [7] Vero che lo Ill. S.r Giohanni, non mi scrive cosa alcuna per questo spazzo che è de XIX, né ancor per quello de XVIIJ; pur io non resterò de governarmi al meglio saprò imaginare. Havendosi da far questa compagnia a mio nome, e non havendo io per hora a governarla, V. Ex.tia se dignerà de diputarli il locotenente.
[8] Circa la cosa del S. Prospero, V. Ex.tia (di gratia) non se pigli fastidio, perché la cosa sta a punto nel modo ch'io gli ho scritto, e so che non si potrebbe dare nel core al PP. più alla dritta, che s'el se gli dicesse che V. Ex.tia dubitasse di questo. [9] E la causa principale che Pandolfo è venuto in disgratia de S. S.tà è perché oltre de altre cose ch'el scrivea, vi era questa che V. Ex.tia starebbe sotto el S.r Prospero.
[10] V. Ex.tia harà inteso quanto io scrissi a monsig.r R.mo et Ill.mo sop.a il caso suo, e per non haver poi sentito altro, speravo quasi che S. S.tà l'havesse scordato. Pur non heri l'altro di sera, a quattro hore di notte, il barrigello l'andò a tòrre in letto, e menòllo in Torre di Nona. [11] Io l'ho racomandato a Nostro S.re; Sua S.tà mi ha risposto ch'io ho raggione di farlo per le bone parole ch'el scrivea di me su quella lettera: che diceva grand.mo male. Io me ne risi, e supplicai Sua S.tà se non gli era cosa de magior importantia che gli perdonasse. [12] Il PP. ha suspetto che qualche uno non gli habbia fatto scrivere quelle baie: ma io credo ch'el si troverà che le ha pur scritte di suo capo.
[13] Nostro S.r ha fatto destenere quasi tutti li sbanditi del re et ancor da circa trenta genoesi, li quali hanno dato sicurtà cinquanta milia ducati de stare ad obedientia con certe altre particularitati ch'io non ho intese, e questo perché il re ha destenuti tutti li fiorentinj che erano a Lione.
[14] Io non ho potuto per ancor mostrare a Nostro S.re li avisi che V. Ex.tia mi manda con le sue de XIX ma faròllo hoggi in ogni modo, e forsi in questa medesima lettera ne darò aviso a V. Ex.tia. [15] Heri sera gionse Iulio con el cavallo sano et ben a ordine, del quale io baso le mani de V. Ex.tia perché non harei tanto caro un reame quanto ho conoscere che la tenga amorevole memoria di me suo deditissimo e fidelissimo servitore p.a che nascessi. Goderòllo con piacer singularissimo, e con desiderio de dar ogni dì causa a quella de racordarsi di me.
[16] Io non so se hoggi dopo l'havere parlato a Nostro S.re harò tempo de scrivere a V. Ex.tia: non potendo, differirò all'altra posta. Scrissi alli dì passati a quella che monsig.r R.mo Cibò havea hauto el camorlengato: pur non è stato espedito insino a questa mattina, anci se ne dubitava molto. Pur questa mattina in concistorio è stato fatto camerlengo et ha pagato trenta milia ducati.
[17] Questi spagnoli vengono tutta via inanti, et el vice re credo venirà con essi almeno insino a Bologna.
[18] Havendo scritto insino a qui, ho hauto el compimento del quartero di V. S. Ill.ma. Fra dui dì harò la paga per mille fanti. Sto in un fastidio: qui si ha male il modo di rimettere denari a Bologna senza perdita, e m. Giohanmatt.o mi dice che lui manda tutti li denari a Bologna per corrieri a posta, e che vanno sicuri, sì che io non mi risolvo come mi fare. [19] Se occorresse a V. Ex.tia mandare in qua un cavallaro fidato, forsi serebbe bene mandarli per quello. E perché monsig. R.mo manda denari esso ancor a V. Ex.tia, quella li pigli pur.
[20] Havendo scritto in sino a qui sono stato a Nostro S.re e fattoli legere gli avisi del Grossino de XVIIJ e XIX. Sua S.tà dice che spera che francesi non haranno un svicero, e che l'homo de Sua S.tà debe hora esser là, e che V. Ex.tia non habbia pensiero di q.te braverie. [21] Circa la cosa de monsig.r de l'Escù, che li pare che la li risponda modestamente e con bone parole che essendo lei Cap.no del PP. la non pò mancar de ubidire S. S.tà in ogni cosa che la li comandarà, ma che la desidera ben che non gli sia mai comandato cosa che sia desservitio del re, per esserli servitor etc. come l'ha ancor mostrato in non voler accettare questo Capitaniato senza licentia di S. M.tà e tai parole.
[22] Circa il cavalcare, Nostro S.re desidera che quando le genti spagnole prime che vengono, siano lì, che V. Ex.tia cavalchi, ancor che la non havesse tutta la compagnia. Li denari de' fanti V. Ex.tia gli haverà da monsig.r R.mo, et io ancor ve li manderò.
Altro non mi occorre, se non che a V. Ex.tia baso le mani et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XXIIIJ de luglio MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Bald. Castiglione

Vostra ex. non dica haver hauto altri vocatus insino a qui che quattro milla ducati e questi dopo la publicatione. E questo se li serà dimandato, altramente non lo dica.

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Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 221-223.