632. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga da Montefeltro, Elisabetta

Roma (RM), 16 luglio 1521

Ill.ma et Ex.ma S.ra e patrona mia. [1] Io scrivo rare volte a V. Ex.tia, per diversi rispetti; pur se mi occorresse scrivergli qualche cosa che fosse suo servitio, metterei da canto li respetti. Ma la occasione de li tempi non me lo concede, né scrivergli, né ancor fare altro; né per questo restarò de supplicargli che la faccia un officio per me con la medesima confidentia ch'io la ho supp.ta molte altre volte. [2] E questo è che essendo le cose ne li termini che sono, io non posso al parer mio mancare de servire allo Ill.mo S.r Marchese, in quello che Sua Ex.tia mi comandarà. [3] E perché io non ‹p›resi mai licentia dallo Ill.mo S.r D.ca anci sempre mi sono in ogni lo‹co› tenuto, e chiamato per suo servitore, come ancor delibero fare per lo avenire, supp.co V. Ex.tia che se degni in mio nome dimandar licentia a S. S. Ill.ma certificandola che in ogni loco e tempo ov'io potrò, non mancherò d'essergli bon servitore, servando nella memoria impresso quello sigillo de amorevole servitù ch'io presi nella mia giovenezza in casa de Sua Ex.tia.
Altro non dirò se non che a quella basando le mani in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XVJ de luglio MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Humil Servitor
Bal. Castiglione ||

S.
Alla Ill.ma et Ex.ma S.ora et Patrona mia, la S.ra D.ssa Elis. D.ssa di Urbino etc.


Missiva autografa. Pesaro (PS), Biblioteca Oliveriana, Sezione Autografi, Ms. 429, Lettera III, c. 70 .