626. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 13 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Non ho lettere de V. Ex.tia dopo la gionta qui de Magrone, il quale non ho espedito per ancor, desiderando mandarlo con qualche cosa de importantia. [2] Io non manco de sollicitare che V. Ex.tia habbia denari, e credo che presto n'haveremo una bona somma. Io non gli manco de fare, et di far fare a m. P. nostro, il quale basa le mani de V. Ex.tia. Qui pare che queste genti spagnole usino un poco del negligente nel caminare: non si manca de sollicitarle.
[3] Io son stato al S.r D. Giohan. Emanuello, il quale mostra essere molto servitore de V. Ex.tia; et havendo letta la lettera sua, et inteso quello ch'io a boccha gli ho detto, è restato satisfattissimo dicendomi che quelle cose che non sanno fare gli homini, le fa Dio, e che la dignità conseguita da V. Ex. gli deve dare contentezza integramente, per essere le cose di Cesare in quel termine che sono con Nostro S.re, e dopo molte altre bone parole, se offerisse per bon servitore di V. Ex.tia. [4] Al R.mo della Valle ho dato le lettere di quella. S. S. R.ma resta molto satisfatto, e la ringratia de quanto ha operato, e se più occorrerà, ne ricercherà V. Ex.tia confidentissimamente.
[5] Non s'ha qui cosa nova di momento, se non che pare pur che questi venetiani vogliono ognimodo star saldi con Franza: vedràssi quello che succederà.
[6] Se a V. Ex.tia fosse detto che Nostro S.re se sentisse male, non è niente, ma un poco de ventosità se gli era rinchiusa nelle coste che gli ha dato un poco de pena, ma gli è passata subito.
Altro non dirò, se non che a V. Ex.tia basando le mani in bona gratia mi raco.do humilmente.
In Roma, alli XIIJ di Luglio MDXXJ.
De V. Ex.tia
Humil Servitore
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et patron mio, il S.or Marchese di Mantua, della S.ta Ro. ‹Ecclesia› cap.no Generale etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, c. 169-170.