623. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 10 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Alle lettere de V. Ex.tia de XXIX del passato alle quali io feci risposta della ricevuta, non mi occorre dire altro, se non che fui alli piedi di Nostro S.re e li feci intendere quanto V. Ex.tia mi comandava nel postscripta in zifra. [2] Il che tutto S. S.tà laudò sommamente, così del havere homo appresso a Cesare come de la provisione de poter haver fanti tedeschi per la via de li Conti de Lodrone, e tutto il resto che V. Ex.tia mi scrive: sempre laudando il bon animo di quella con infinite amorevoli parole.
[3] Ho dipoi ricevuto le sue de IIJ del presente le quali feci legere a S. S.tà parendomi a proposito, max.e per la risposta del numero de' fanti lanzcheneche che V. Ex.tia potea ripromettersi d'havere. Il PP. resta satisfattissimo infinitamente de tutti li progressi di quella, e gli dà tante laudi, che me fa star molto consolato, e più volte replica che gli farà vedere che la tiene per figliolo.
[4] Venne heri Magrone cavallaro a hora de disnare, il quale oltre le lettere, me disse a boccha la allegrezza, de V. Ex.tia, e li segni che la ne ha fatto, et il contento di tutta quella cità: della qual cosa ero io cert.mo; niente di meno mi è stato char.mo de intenderlo per mio contento, e per poterlo referire a Nostro S.re come ho fatto. [5] S. S.tà ne ha hauto singular piacere, e riso assai, havendogli io depinto a parole, li gran fochi, e strepito de campane, e de l'artigliaria. Sua S.tà havea già aviso che monsig.r del Escu, havea mandato a fare proferte a V. Ex.tia. [6] Così mostrandogli io quello aviso, mi disse: "Guardate se son pazzi e maligni!" E qui me replicò gli officij mali che haveano fatti per li tempi passati contra V. Ex.tia presso S. S.tà.
[7] Poi havendo letto quanto quella mi scrive havere risposto al prefato Monsig.r del Escu, dissemi che la gli havea risposto prudentissimamente, e che la continuasse pur in questo stile, parlando sempre honestamente de' francesi, e mostrando desiderare bona inteligentia tra il X.mo et S. S.tà finché seria el tempo de far da dovere: agiongendomi che non è cosa da savio il baiare, ma il mordere a tempo. [8] Hor S.re mio Ill.mo, dico quello ch'io sento: a me non è mai parso vedere il PP. più alegro de cosa ch'el habbia fatta, come lo vedo di questa condotta di V. Ex.tia, che certo heri passeggiò meco dui terci d'hora, sempre parlando di questa cosa con tanto suo piacere, e quasi iubilatione, ch'io non lo saprei esprimere. [9] E quando io più mi sforzavo de mostrare a S. B.ne V. Ex.tia essersegli data in anima e in corpo, et havere deliberato de non deviare mai dalle voglie di quella, alhor Sua S.tà diceva più di me, sempre replicandomi: "Noi lo sapemo certo, et noi havemo de li pensieri nel animo, che se ne succederanno come speramo in Dio, lui serà il magior marchese di Mantua che fosse mai", con molte altre parole che a me pare di conoscere chiaramente che siano dette di core.
[10] Quando io dissi a Sua S.tà che V. Ex.tia desiderava intendere se havea da revocare m. Soardino da la corte, et il Grossino da Milano, me rispose che non; anci che quella mostrasse amorevolezza e servitù verso il X.mo, ciò è di parole, che quando serebbe tempo, Sua S.tà farebbe intendere a V. Ex.tia che gli revocasse, ma che per hora gli parea che dovessero star così. [11] Dissemi poi ch'io scrivessi a V. Ex.tia che gli racomandava quello Conte Sylvio da S. Bonifacio, e che molti lo haveano pregato che li racomandasse, ma Sua B.ne non volea dare gravezza a V. Ex.tia, se non quanto piaceva a lei. Io non gli volsi dire che quella già havesse deliberato de pigliarlo, acciò che gli ne havesse quella obligatione di più.
[12] Io estimo che de giorno in giorno V. Ex.tia si troverà più contenta, e se la fortuna non serà in tutto contraria, quella se ritroverà in tal grado presto, che la potrà e per sé, e per altri. Nostro S.re lesse la lettera di V. Ex.tia due volte sempre con tali movimenti che si conoscea che la legea molto voluntieri. Poi con infinite benedicioni acompagnò molte amorevole parole di V. Ex.tia, alle quali io risposi più accommodatamente ch'io seppi. 13Al R.mo della Valle non ho io ancor parlato, né data la sua lettera; dimani satisfarò a S. S. R.ma, et al S.r D. Giohanni.
[14] Li caldi sono venuti excessivi qui, però non si possono fare molte facende, max.e quando occorre cavalchare per Roma.
[15] Il Cavaliero Capriana viene a Mantua, credo con animo d'haver recapito da V. Ex.tia.
[16] Io ho fatto l'officio con molti di questi S.ri R.mi in ringraciarli da parte di V. Ex.tia del assenso suo favorevole nella dignità di quella. Tutti mostrano somma satisfacione che la cosa sia terminata con tanto honore di V. Ex.tia e se gli offeriscono e racomandano infinitamente.
[17] Io tirrò Mag.r qui dui o tre giorni, perché forsi mi occorrerà espedirlo per qualche cosa importante.
Altro non dirò a V. Ex.tia se non che a quella humilmente baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli X de luglio MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Devoto e Fidel Servitore
Baldesar Castiglione ||

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 206-207.