622. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 6 luglio 1521

Mag.ca Mad. mia Matre hono. [1] Ho ricevute due di V. S. in un punto, una de XXVJ, l'altra de XXVIIJ. Non mi occorre dir altro, se non che io ho hauti li 100 ducati, de li quali vorrei che m. Gio. Iacomo Calandra sapesse, ma ch'el se gli facesse intendere destramente e con modo, che non paresse che si facesse a quel fine: ma vorrei che quelli di là sapessero ch'io ancor spendo de' mei dinari. [2] Io alla hauta de questa tanto desiderata nova, mi sono vestito di taffetà, per più rispetti: prima perch'el PP. me lo ha comandato; l'altro perché, essendo ambasciatore e persona publica, non dovevo portare dolo, né era conveniente. [3] Pur el mio despiacere è stato di sorte che non ho mai voluto deponerlo, ancor che molte volte me sia stato racordato, se non hora, per la occasione (come ho detto) di questa nova. Dipoi quelli habiti di panno certo mi tormentavano, per questi caldi, mirabilmente, sì che io ho fatto così.
[4] Piacemi che le cose de Balconzello vaddino bene, e desidero che li fittadri facciano il debito loro. Le mie lettere sono venute incompositamente, come hanno ancor fatto quelle di V. S. a me, ma è stato perché sono state sostenute per camino. [5] Della mia stanza qui, V. S. sappia che la è dolcissima e mi piace, e se non fosse per amor di lei e delli nostri puttini, non mi curerei troppo partirmene, benché per questi caldi non credo già partirmene. Cessati che siano un poco, Dio me inspirarà.
[6] Mando la lettera per Alphonso Cusatro a M. Alphonso, benché quelli mei patroni non si dovrebbeno già far tanto pregare, atteso che pur io mi affaticho per loro servitio. E già non ho affaticato in vano, per loro dico; pur ho scritto ancor per questa volta. [7] Scrivo a M. Gio. M.a Gallo: V. S. se faccia mostrare la lettera, max.e per una partita che gli è d'un cavallo, il quale s'el Co. Marcantonio lo vorrà V. S. ge lo faccia dare. Non scrivo a Christoforo dalla stalla; V. S. lo conforti da mia parte, ch'el non se desperi, e Christoforo Tirabosco, ancora lui me perdoni. [8] Petro Iacomo Cantaluppo, harà pur torto se non mi scrive de le nove feste di Mantua, che per dir vero non se ne fanno già ogni dì de tali.
[9] Altro non mi occorre. Piacemi assai che V. S. stia bene, e li nostri tosini. Ho fatto continuamente cercare un cavallino, o mulettino per Camillo: non ho mai trovato cosa al proposito. Trovaròllo ogni modo. [10] A V. S. mi raco.do sempre, pregandola mi raco.di alli nostri tutti, in specie a sor Laura, et a quelle altre matri. Farò l'ambasciata de sor Angela Gabriella al S.r Alberto.
Di novo a V. S. mi raco.do
In Roma, alli VJ de luglio MDXXJ.
Questa è pur assai bene longa.
De V. S.
Ob. Fi.
Bald. Castiglione ||

Alla molto M.ca M.a mia matre hon., m.a Alovisa Gonz.a da Castiglione etc. In Mantua


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 345-346 .