621. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 6 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et patron mio. [1] In questo punto che è alli 6 del presente, ho ricevuto la lettera di vostra ex. di XXVIIJ, quale è pur venuta tardi, come ancor hanno fatto le mie, a Mantua. [2] La colpa dil che non credo s'habbia ad imputare alli coreri, ma a la occasione de' tempi, che ha fatto che tutte le lettere siano state sostenute a Siena qualche dì, acciò che non andasse nova in Lombardia, delli movimenti di qua. [3] Li quali sono tali che queste genti d'arme spagnole vengono tutte a la volta de Lombardia et qui in Roma, se sonno fatti da circa milletrecento fanti, che pur vengono a quel camino, et sollìcitasi più che si può che caminino, et già si parla per tutta Roma della impresa di Lombardia. A' francesi non manchano ancor fauctori, che dicono che vinceranno, et faranno gran cose; pur da molti si estima altramente.
[4] È stato qui mons.re Della Motta, el quale si è partito molto mal contento, per non haver havuto quella risposta che aspettava, o desiderava.
[5] La nova del cap.to di vostra ex., è tale, che darà da ragionare anchor un pezzo per Roma: per satisfacion di quella gli dico che non solamente tutta la corte, ma questa città, ha fatto demostratione di haverne grand.ma contentezza, et prelati e car.li, ursini e colonesi et d'ogni sorte huomini.
[6] Credo ben ch'el pover car.le San Georgio non l'habbia inteso, perché in quel punto era in extremis. Ultimamente è morto, et el camerlingato lo ha havuto Mons.re R.mo Cibò. Cosa altra nova non posso io scrivere a vostra ex., se non che venetiani hanno fatto cavalchare le genti loro, et per molti si estima che non vorranno abandonare Francia. [7] Intendesi ancor che a li confini de Ongharia, il Turco in persona, se ritrova con più de cinquantamilia cavalli, et del med.mo Re di Ongharia se ne ha aviso. Questo è parso cosa nova, e degna di consideratione.
[8] Io me ne andrò questa sera a Nostro S.or et havendo tempo li farò intendere quello che Vostra Ex. mi coma‹n›da, ma non ho voluto pretermettere, di scriver hoggi, imaginandomi che vostra ex. habbia pur ancor desiderio di haver mie lettere, benché queste che viranno da mo' inanti, non siano degne di tanta expettatione, come quelle che ha portato il Barbieri la gionta del quale mi pare mille anni de intendere.
[9] Altro non mi occorre, se non che a vostra ex. basando le mani in bona gratia mi raccomando.
In Roma, alli VJ di luglio MDXXI.
[10] M. Angelo da Cesis, el quale è persona di momento, padre di uno car.le et homo che può servire in molti conti, m'ha pregato ch'io supplichi v. ex. da sua parte che se degni accettare alli servitij suoi per gentilhomo un S.ore Onofrio S.ta Croce romano, el quale è bon soldato, ricco, et gentile, et li farà honore grandissimo, et è genero del p.to m. Angelo. [11] Vostra ex. se degnerà respondermi quello che li pare. Il p.to m. Angelo è homo che merita esser servito, perché esso ancor serve voluntieri.
[12] M. Angelo Germanello medesimamente desideraria mettere con V. Ex. un suo fratello cugino, el quale è gentilhomo giovine di XXIIIJ anni, consueto a fare el mestiere, et valente di sua persona.
Quella se degnarà ancor risolvermi di questo, et darmene aviso, et a lei di novo basando le ‹m›ani in buona gratia humilme‹nt›e mi racc.do.
Di V. S. Ill.ma
Devoto et humil Servo
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio, il S.or marchese di Mantua, di S.ta Ro. Chiesa ‹Cap.›no Generale etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 203-204 .